Io Sono Teatro 2014/15

Le sorelle Macaluso

Mestre Teatro Toniolo
da Venerdì 17 Aprile 2015 a Sabato 18 Aprile 2015
galleria foto


 

Foto di scena

venerdì 17 aprile ore 21.00 - turno C

sabato 18 aprile ore 21.00 - turno D

 

 

TEATRO STABILE DI NAPOLI

THÉÂTRE NATIONAL (Bruxelles)

FESTIVAL D’AVIGNON

FOLKTEATERN (Göteborg)

in collaborazione con

ATTO UNICO / COMPAGNIA SUD COSTA OCCIDENTALE

 

 

testo e regia di Emma Dante

con Serena Barone, Elena Borgogni, Sandro Maria Campagna, Italia Carroccio, Davide Celona, Marcella Colaianni, Alessandra Fazzino, Daniela Macaluso, Leonarda Saffi, Stephanie Taillandier

luci Cristian Zucaro

armature Gaetano Lo Monaco Celano

organizzazione Daniela Gusmano

 

Premio Associazione Nazionale Critici Teatrali 2014 come migliore spettacolo

 

 

PROGRAMMA

 

BIGLIETTERIA

 

 

Note di regia

 

Tutto si ispira al racconto che mi fece un amico. Sua nonna, nel delirio della malattia, una notte chiamò la figlia urlando. La figlia corse al suo letto e la madre le chiese: “in definitiva io sugnu viva o morta?” La figlia rispose: “viva! Sei viva mamma!” E la madre beffarda rispose: see viva! Avi ca sugnu morta e ‘un mi dicìti niente p’un fàrimi scantàri. (sì, viva! Io sono morta da un pezzo e voi non me lo dite per non spaventarmi.)

 

La scena è vuota e buia. Soltanto ombre abitano questo vuoto finché un corpo viene lanciato verso di noi. L’oscurità espelle una donna. Adulta. Segnata. Dal fondo appaiono facce di vivi e morti mescolati insieme. Tutti sono a lutto. Il piccolo popolo avanza verso di noi con passo sicuro. La donna danzante si unisce al corteo. Le sorelle Macaluso sono uno stormo di uccelli sospesi tra la terra e il cielo. In confusione tra vita e morte.

 

La famiglia è composta da sette sorelle che si fermano a ricordare ad evocare a rinfacciare a sognare a piangere e a ridere della loro storia. È il funerale di una di loro. Nel confine tra qua e là, tra ora e mai più, tra è e fu, i morti sono pronti a portarsi via la defunta. Se ne stanno in bilico su una linea sopra cui combattere ancora, alla maniera dei pupi siciliani, con spade e scudi in mano.

Una famiglia in movimento che entra ed esce dal buio. Vedo un giovane padre apparire alla figlia cinquantenne, una moglie avvinghiata al marito in un eterno amplesso, un uomo fallito anche da morto, vedo i sogni rimasti sospesi tra le ombre e la solitudine e vedo gli estinti stare davanti a noi con disinvoltura.

 

 

Emma Dante

 

Nata a Palermo, Emma Dante esplora il tema della famiglia e dell’emarginazione attraverso una poetica di tensione e follia nella quale non manca una punta di umorismo.

Nel 1999 costituisce a Palermo la compagnia Sud Costa Occidentale con la quale vince il premio Scenario 2001 per il progetto “mPalermu” e il premio Ubu 2002 come novità italiana. Nel 2001 vince il premio Lo Straniero, assegnato da Goffredo Fofi, come giovane regista emergente, nel 2003 il premio Ubu con lo spettacolo “Carnezzeria” come migliore novità italiana e nel 2004 il premio “Gassman” come migliore regista italiana e il premio della critica (Associazione Nazionale Critici del Teatro) per la drammaturgia e la regia. Nel 2005, vince il premio Golden Graal come migliore regista per lo spettacolo “Medea”.

Ha pubblicato “Carnezzeria. Trilogia della famiglia siciliana” con una prefazione di Andrea Camilleri (Fazi 2007) e il suo primo romanzo “via Castellana Bandiera” (Rizzoli 2008), vincitrice del premio Vittorini e del Super Vittorini 2009. Nell’ottobre del 2009 le viene assegnato il premio Sinopoli per la cultura.

Il 7 dicembre del 2009 inaugura la stagione del teatro alla Scala con la regia di Carmen di Bizet diretta da Daniel Barenboim.

Sono stati in repertorio dal 2000 al 2010 in Italia e all’estero: mPalermu, Carnezzeria, Vita mia, Mishelle di Sant’Oliva, Medea, Il festino, Cani di bancata, Le pulle e attualmente sono in tournée due favole per bambini e adulti pubblicati da Dalai editore: “Anastasia Genoveffa e Cenerentola” e “Gli alti e bassi di Biancaneve”. Dal gennaio 2011 gira in Italia e all’estero lo spettacolo “la trilogia degli occhiali”,

pubblicato da Rizzoli, e costituito da tre capitoli: Acquasanta, il castello della Zisa e Ballarini. Nell’aprile 2012 debutta a Parigi all’Opera Comique “La muta di Portici” di Auber diretta da Patrick Davin che viene ripresa nel marzo 2013 al teatro Petruzzelli di Bari con la direzione di Alain Guingal con grande successo di pubblico e di critica.

Nell’ottobre 2012 debutta, al teatro Olimpico di Vicenza, una nuova versione di “Medea” tratta da Euripide, con musiche e canto composti ed eseguiti dal vivo dai fratelli Mancuso.

Presenta in concorso alla 70ma edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, il film “Via Castellana Bandiera” tratto dall’omonimo romanzo.

Il 18 gennaio 2014 inaugura la stagione del Teatro Massimo di Palermo con Feuersnot di Richard Strauss con la direzione di Gabriele Ferro.

Nel 2014 diventa artista residente al teatro Biondo e direttore della “scuola delle arti e dello spettacolo” costituita all’interno del teatro stabile della città di Palermo.

 

 

Estratti di alcune recensioni:

 

E’ uno spettacolo profondo e delicato … Ecco questo è Le sorelle Macaluso, bello perché costruito con una comunicazione autentica ed essenziale, dove non c’è nulla di morboso, dove la commozione si mescola all’ironia, dove la morte è descritta con una partecipazione di vita, quasi come un destino, un modo di essere da cui è impossibile staccarsi. Tanto che il silenzio che chiude lo spettacolo dopo la danza libera di un corpo nudo anziché raccontarci la caducità della vita ce la rende eterna. La Repubblica

 

… la maturità, anche espressiva, ha come addolcito la scrittura scenica di Emma Dante che qui si avvicina alle sue prime sorprendenti prove. E conta anche il prevalere di un universo femminile, probabilmente, in questo sentimento di maggior comprensione verso il mondo che racconta. Di queste sette sorelle, della loro lingua e delle loro vite antiche un pò si finisce per innamorarsi. Il Manifesto

 

Chi conosce il teatro di Emma Dante, nel nuovo spettacolo Le sorelle Macaluso ritroverà, emozionandosi, certe atmosfere, certe posture e movimenti, certe figure, e certi elementi, che rimandano ad alcune di quelle opere che l'hanno imposta sulla scena italiana e internazionale, e che sono rimaste impresse nella nostra memoria. … Ritroviamo tutto questo – insieme al dialetto stretto palermitano con l'aggiunta di quello pugliese – come una mappatura dell'anima, dentro la partitura corporale e scenica de Le sorelle Macaluso, spettacolo che, per la regista e autrice palermitana, segna in maniera evidente un ritorno alle radici del suo linguaggio più dirompente e squassante; dove il tema della vita e della morte risulta ancora un binomio indivisibile, potente, continuamente da esplorare, sempre all'interno di un nucleo famigliare. Il Sole 24 Ore

 

Emma Dante resta tenacemente attaccata a un suo mondo fantastico, un luogo concreto eppure inventato, qualcosa che sta a metà strada fra la periferia più degradata della Sicilia e la storia di tenaci affetti famigliari. Un amore-odio per la vita che ritroviamo ancora una volta nel nuovo spettacolo Le Sorelle Macaluso, venerato, più che applaudito dal pubblico appassionato della regista creatrice siciliana. Il Piccolo

 

Questo è lo spazio dell’accadimento, dell’improbabile, una zona d’ombra che sfugge alla vita e anche alla morte, un posto dove i vivi vestono di nero e i morti a colori; dove moglie e marito si ritrovano oltre la morte stringendosi in una danza commovente. E il pubblico lo senti che è lì con loro per nulla imbarazzato da tanto pathos, perché la struttura registica, l’ironia e la carnalità dei personaggi tengono fuori dalla porta proprio il melodramma che pulsa tra le righe del testo e di esso rimane il dolore, bruciante, di qualcosa e qualcuno perso per sempre. Teatro Critica.Net

 


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