Io Sono Danza 2014/15

Traviata

Mestre Teatro Toniolo
Sabato 14 Marzo 2015 - 21:00
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Ph_Paolo Bonciani

COMPAGNIA ARTEMIS DANZA / MONICA CASADEI

 

 

coreografia, regia, scene, luci e costumi Monica Casadei

assistente alla coreografia Elena Bertuzzi

con Francesca Cerati, Vittorio Colella, Melissa Cosseta, Gloria Dorliguzzo, Chiara Montalbani, Gioia Maria Morisco Castelli, Sara Muccioli, Camilla Negri, Francesca Ruggerini, Emanuele Serrecchia, Filippo Stabile

musiche Giuseppe Verdi

elaborazione musicale Luca Vianini

drammaturgia musicale Alessandro Taverna

coproduzione Fondazione Teatro Comunale di Ferrara, Festival Verdi - Parma

con il contributo di Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Regione Emilia Romagna-Assessorato alla Cultura, Provincia e Comune di Parma

 

 

PROGRAMMA

 

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Traviata è il primo capitolo di un coraggioso progetto firmato da Monica Casadei, eclettica coreografa emiliana formatasi fra Italia, Inghilterra, Francia e vari soggiorni in Oriente, dedicato al celebre Maestro Giuseppe Verdi, che si propone di tradurre nel linguaggio della danza i melodrammi più celebri del più amato compositore italiano. La tappa successiva, Rigoletto, ha debuttato a Gennaio 2012 al Théâtre de Suresnes Jean Vilar di Parigi e, in occasione del bicentenario della nascita di Verdi e Wagner su nuova commissione del Teatro Comunale di Bologna, “La Doppia Notte. Aida e Tristan”, accompagnata dal vivo dall'Orchestra del Teatro stesso, sulle musiche di Giuseppe Verdi e Richard Wagner, con elaborazione musicale del Maestro Claudio Scannavini.

 

“Violetta contro tutti. Violetta in bianco, speranza di purezza, Violetta in rosso, perché le sanguina il cuore. Un cuore che forse sarebbe stato meglio non fosse mai battuto. Meno dolore, meno contrasto. Violetta, una storia in cui scorre il senso della fine ad ogni alzar di calice. Nulla si risolve. E’ tardi. E’ tardi. Dietro i valzer, il male che attende. Dietro le feste e la forma, il marciume di una società in vendita, vuota, scintillante. Addio, del passato bei sogni ridenti. Perché non si è pura siccome un angelo. Questa donna conoscete? Amami, Alfredo…”

 

Aver conversato con Monica Casadei sul debutto di Traviata, ci ha catapultati all’interno di un viaggio coreografico in cui la danza e l’opera duettano dando corpo a un fluire di immagini sbrigliato da qualsiasi volontà di aderenza didascalica, eppure legato a doppio filo al dramma di Violetta. Viaggio in cui vibra il sentimento amoroso di chi spera, legato tragicamente alla sensazione di sapere che tutto finisce, mentre si consuma il conflitto tra singolo e società, pubblica facciata e privato sentire.

Ci vuole coraggio e determinazione, ma la Casadei, coreografa volitiva e combattiva, accetta la proposta di intraprendere un triennale progetto coreografico dedicato al celebre compositore di Busseto.

Un “corpo a corpo”, nato dal fatto di misurarsi con una musica che non possiamo pensare slegata dalle scene, complice un artista, Verdi, drammaturgo ancor prima che compositore. Per Traviata, quell’Amami, Alfredo, quel libiam ne’ lieti calici, quel croce e delizia, quel sì, piangi, quell’è tardi, qualunque sia la taratura della passione per il bel canto di chi legge, sono parole che si legano nella memoria a voci, ad arie, musiche, storie, teatri, a partire dalle pagine del libro, fonte dell’opera verdiana. Alfredo e Violetta si mischiano nella mente con Marguerite e Armand, i protagonisti dello struggente romanzo La Dame aux camélias di Alexandre Dumas figlio, 1848, una storia, scriveva il suo autore, che ha un solo merito: “quello di essere vera”. Perché è la società reale con il suo conformismo di copertura che pulsa nelle pagine di Dumas e in Marguerite, nome di fantasia sotto cui si nascondeva quella Marie Duplessis, morta di tisi, sepolta a Montmartre e amata dal giovane scrittore.

Romanzo che diventa prima dramma teatrale, poi opera lirica, poi balletto. Da Eleonora Duse a Sarah Bernhardt, da Maria Callas a Alessandra Ferri, Marie/Marguerite/Violetta con la voce, il canto o l’emozione del corpo che danza ha fatto piangere intere generazioni.

 

Ma quale Traviata vedremo stasera?

Una Traviata letta dal punto di vista di Violetta. Violetta, appunto, contro tutti. Violetta al centro di una società maschilista espressa da un coro in nero. Violetta moltiplicata in tanti elementi femminili, in tanti spaccati di cuore. Violetta disprezzata, che anela, pur malata, pur cortigiana, a qualcosa di puro. Violetta contro cui si scagliano le regole borghesi espresse dal padre di Alfredo, Giorgio Germont, emblema di una società dalla morale malsana. Una società in cui per certi versi si rispecchia a distanza anche la nostra.

Ed ecco Violetta in mezzo a altre Violette, gonna bianca, gonna della festa, gonna del libiam, ma anche del dolore, di un assolo danzato di schiena, in cui assolo significa solitudine, viaggio verso la morte, cammino verso il proprio funerale: e intanto ascoltiamo l’addio, del passato.

Traviata ha significato per Casadei e i suoi collaboratori, da Alessandro Taverna, autore della drammaturgia musicale, a Luca Vianini, che ha curato l’elaborazione musicale, entrare nel dramma di Violetta, di questa donna a cui è negata la speranza di un sentimento d’amore. Perché, se come prostituta felice del suo ruolo poteva essere integrata nascostamente dalla società, da cortigiana animata dal desiderio di uscire dal suo destino, non poteva che essere punita dalla malattia, dalla morte, dal disprezzo. Uccisa dall’ipocrisia del coro.

Alfredo perciò è nello spettacolo soprattutto un uomo di poco spessore, schiacciato dalle azioni del padre. Appartiene anch’egli al coro. Viene evocato più per la scena della festa da Flora, che per le sue dichiarazioni d’amore. Ancora il disprezzo, ancora lo scontro con la società delle apparenze: qui testimon vi chiamo/ che qui pagata io l’ho.

E allora ecco perché quell’E’ tardi diventa la chiave di Traviata della compagnia Artemis. Due parole che risuonano come una campana a morte. Perché nulla può essere recuperato. Perché Violetta, in abito rosso, danza e il suo cuore non può che grondare sangue, sangue che è la tisi ma che è anche segno di una ferita interiore da cui non c’è che scampo. La società che tutto vede e controlla vuole il suo sacrificio. Sì, piangi, o misera”.

Come finire dunque? Come terminare questa visione in bianco e nero, sporcata dal rosso e dal dolore? Che sia con Amami, Alfredo, che ascolteremo in un mix di tante edizioni celebri, un’invocazione che è un grido di morte. Perché se nell’opera ascoltiamo Amami, Alfredo dopo l’incontro decisivo tra Violetta e il padre di Alfredo, nello spettacolo quest’invocazione è spostata al finale. Un urlo di disperazione, un grido di solitudine, in una Traviata molto femminile nella quale la partita non si gioca sulla decorazione, ma sull’esplodere di un’energia fisica di dolore, specchio dell’anima.

 

(Un cuore che gronda - Appunti da una conversazione con Monica Casadei intorno a Corpo a Corpo Traviata di Francesca Pedroni)

 

 

Monica Casadei

 

Di origine ferrarese e laureata in Filosofia con una tesi su Platone e la danza, Monica Casadei, dopo una carriera agonistica in ginnastica ritmica, si dedica allo studio della danza classica e moderna, prima in Italia, poi al The Place di Londra, infine a Parigi dove si trasferisce sul finire degli anni ‘80. Qui, decisivi nel suo percorso formativo, in particolare, i coreografi Pierre Doussaint e Isabelle Doubouloz, così come le contaminazioni derivate dalla pratica delle arti marziali: frequenta a Parigi l’Académie des Arts Martiaux et Arts Contemporaines diretta dal maestro André Cognard Hanshi So shihan, consegue il grado di 2° dan di Aikido e il diploma di insegnamento di Aikishintaiso all’Académie Autonome d'Aikido Kobayashi Hirokazu.

Nel 1994 fonda in Francia la Compagnia Artemis Danza, con la quale si trasferisce in Italia nel 1997 e dal 1998 al 2007 è in residenza al Teatro Due-Teatro Stabile di Parma e Reggio Emilia.

Da maggio 2014 Artemis Danza è in residenza artistica presso il Teatro Comunale di Bologna.

Ad oggi la Compagnia ha realizzato oltre trenta creazioni firmate da Monica Casadei, cui si affiancano le coreografie per numerosi spettacoli teatrali e d’opera lirica, la promozione di opere di giovani autori e numerose iniziative formative, nella duplice accezione di perfezionamento professionale per danzatori e attori e avvicinamento ai codici della danza per il più vasto pubblico.

Monica Casadei è inoltre direttrice artistica, dal 2002, della rassegna “Danza del III Millennio” al Teatro Due di Parma e al Teatro delle Briciole - Solares Fondazione delle Arti di Parma; dal 2002 al 2005 del Festival “Corpi Multipli” al Teatro Rossini di Lugo di Romagna; e dal 2002 al 2006 della rassegna “La Danza Altrove” al Teatro H.O.P. Altrove di Genova. Ha ricevuto il Premio della critica “Danza&Danza” 2000 (Miglior coreografa della nuova generazione) e il Premio “Anita Bucchi” 2007 per Cuba 2006. La rivoluzione energetica (Miglior coreografia dell’anno).

A partire dal 2005 Monica Casadei si dedica intensamente alla realizzazione di Artemis incontra culture altre, un progetto di residenze artistiche e tournée della Compagnia all’estero (Brasile, Cuba, Messico, India, Turchia, Vietnam, Corea, Giappone, Indonesia, Singapore, Filippine, Malesia, Russia, Africa e Stati Uniti d'America che ha dato vita non solo a spettacoli, ma anche a laboratori, pubblicazioni, video, reportage e mostre fotografiche. Parallelamente sviluppa il Progetto Verdi (2011-2013) in coproduzione con il Festival Verdi di Parma, il Teatro Comunale di Ferrara e il Théâtre de Suresnes Jean Vilar di Parigi, dando vita agli spettacoli “Traviata”, “Rigoletto” e, in occasione del bicentenario della nascita di Verdi e Wagner su nuova commissione del Teatro Comunale di Bologna, “La Doppia Notte. Aida e Tristan”, accompagnata dal vivo dall'Orchestra del Teatro stesso, sulle musiche di Giuseppe Verdi e Richard Wagner, con elaborazione musicale del Maestro Claudio Scannavini.

La Compagnia Artemis Danza è sostenuta dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, dalla Regione Emilia Romagna, dalla Provincia e dal Comune di Parma; per numerosi progetti all’estero dal Ministero degli Affari Esteri e dalla Regione Emilia Romagna - Assessorato alla Cultura e Cultura d’Europa. Nel 2007 è inoltre membro del WDA-World Dance Alliance Europe sotto l’egida del IDC-ITI/UNESCO.


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