Incroci di Civiltà 2015. Festival Internazionale di Letteratura a Venezia

Incroci di civiltà 2015 - Venerdì 27 marzo

Venezia Varie sedi del Centro Storico
Venerdì 27 Marzo 2015
 

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Auditorium S. Margherita Ca’ Foscari

 

ore 9.00

Li Ang - Taiwan

conversa con

Marco Ceresa, Università Ca’ Foscari Venezia

Federica Passi, Università Ca’ Foscari Venezia

 

ore 10.30

Xu Zechen - Cina

conversa con

Nicoletta Pesaro, Università Ca’ Foscari Venezia

Paolo Magagnin, Università Ca’ Foscari Venezia

Mattia Carratello, Sellerio Editori

 

ore 12.00

Incroci di poesia contemporanea - 10^ Edizione - Seconda Parte

a cura di Marco Fazzini

Ana Luísa Amaral - Portogallo

Víctor Rodríguez Núñez - Cuba

Shara McCallum - Giamaica

presentano

Loredana Polezzi, University of Warwick

Alessandro Mistrorigo, Università Cà Foscari Venezia

Michela Calderaro, Università degli Studi di Trieste

 

ore 14.00

Sergio Álvarez - Colombia

conversa con

Susanna Regazzoni, Università Ca’ Foscari Venezia

Dante Liano, Università Cattolica di Milan

 

ore 15.30

Antonia Arslan - Italia / Armenia

Mark Mustian - Stati Uniti / Armenia

conversano con Aldo Ferrari, Università Ca’ Foscari Venezia

introduce Fabrizio Marrella, Dean of the Human Rights Village

 

ore 17.30

Venezia città dei lettori

Mathieu Amalric e Lo stadio di Wimbledon di Daniele del Giudice

intervengono

Mathieu Amalric, Regista e attore

Gianfranco Bettin, Scrittore

Roberto Ferruci, Scrittore

J.Á. González Sainz, Scrittore e traduttore di Daniele Del Giudice

Tiziano Scarpa, Scrittore

 

 

Multisala Giorgione

 

ore 20.30

Mathieu Amalric - Francia

Le strade de Wimbledon

presentano

Roberto Ferrucci, Scrittore

Roberto Ellero, Circuito Cinema

 

 

Incroci di civiltà 2015: Programma

 

Incroci di civiltà 2015: Presentazione

 

 

Li Ang

Li Ang (pseudonimo di Shi Shuduan) è nata a Lugang, nella zona centrale di Taiwan, nel 1952. Laureata in filosofia a Taiwan, ha poi proseguito gli studi negli Stati Uniti.

Fattasi notare già a sedici anni per il racconto Huaji (La stagione dei fiori), ha cominciato ad acquisire notorietà pubblicando racconti sulle pagine della rivista modernista Xiandai wenxue. Nel 1983 la sua novella Shafu (La moglie del macellaio), affrontando senza veli il tema della violenza sessuale e dell’uxoricidio, suscita scalpore e viene tradotta in varie lingue. Sbrigativamente etichettata come scrittrice femminista, Li Ang sfugge però da qualsiasi definizione; i temi presenti nelle sue opere svariano infatti dall’amore alla sessualità, dalle trasformazioni della società all’esotismo della cultura taiwanese, dall’attivismo politico alla travagliata storia dell’isola. 

Il romanzo Miyuan (1990) è una metafora delle vicende storiche che hanno segnato l’isola di Taiwan, attraverso un percorso narrativo sovra personale e simbolico. Nel più recente Yuanyang chunshan (2007) Li Ang ricorre a  suggestive descrizioni gastronomiche per toccare temi di profondità storica e culturale, quale quello più generale dell’identità taiwanese.

 

 

Bibliografia italiana:

La moglie del macellaio, traduzione di Anna Maria Paoluzzi, Pisani, 2007.

 

 

Xu Zechen

Xu Zechen è nato a nel 1978 nel Jiangsu. Si è ormai affermato come uno dei giovani autori più apprezzati e premiati del panorama letterario cinese. La sua narrativa si concentra essenzialmente su personaggi rimasti ai margini del boom economico cinese (migranti, prostitute, venditori di DVD pirata, procacciatori di documenti falsi) ed è caratterizzata da uno stile realista, temperato delle situazioni più tragiche da un’acuta ironia. Conseguita la laurea in letteratura alla prestigiosa Università di Pechino, nel 2009 è stato Writer in Residence presso la Creighton University, partecipando l’anno successivo allo International Writing Program della University of Iowa. È attualmente membro della redazione della rivista letteraria “Letteratura del Popolo”. Autore di 4 romanzi e numerosi racconti, ha vinto numerosi premi letterari ed è stato selezionato dalla casa editrice People’s Literature tra i venti giovani scrittori cinesi del futuro. Il suo ultimo imponente romanzo, Jerusalem (2014), segna una tappa decisiva nella maturazione letteraria dell’autore, sul piano della ricerca linguistica e della costruzione narrativa. Le sue opere sono state tradotte in numerose lingue, tra cui tedesco, italiano, inglese, coreano, neerlandese, giapponese e mongolo.

 

Bibliografia italiana:

Correndo attraverso Pechino, trad. di Paolo Magagnin , Sellerio, 2014.

 

 

Ana Luísa Amaral

Ana Luísa Amaral è nata a Lisbona nel 1956. Ha conseguito il dottorato di ricerca nel 1995 all’Università di Porto, con una tesi sulla poesia di Emily Dickinson. Attualmente è professore associato presso il Dipartimento di Studi Anglo Americani all'Università di Porto, nonché membro fondatore del Consiglio di Amministrazione dell’Istituto di Letteratura Comparata “Margarida Losa”. La sua ricerca accademica si concentra sulle aree della poesia comparata, accanto a  studi su femminismo e teoria queer, con la pubblicazione di numerosi articoli su riviste portoghesi e internazionali. È coautrice, con Ana Gabriela Macedo, del Dicionário da Crítica Feminista, e ha recentemente pubblicato una nuova edizione annotata del classico femminista Novas Cartas Portuguesas. Il suo primo libro di poesia, Minha Senhora de Quê, è stato pubblicato nel 1990. Da allora ha pubblicato numerose raccolte originali e volumi antologici, oltre a diverse traduzioni e libri per bambini. La poesia di Amaral è stata tradotta in diverse lingue; nel 2008, con il volume Entre Rios e Dois Outras Noites, ha ottenuto il Gran Premio di Poesia - Associação Portuguesa de Escritores.

 

Bibliografia Italiana:

La Scala di Giacobbe – Poesia, trad. di Livia Apa, Manni Editori, 2009;

La Genesi dell’Amore, trad. di Piero Ceccucci, in Fiorenza mia, Firenze University Press, 2009.

 

 

Víctor Rodríguez Núñez

Víctor Rodríguez-Núñez  è nato a L’Avana nel 1955. Poeta, traduttore, critico letterario e giornalista, ha vissuto in Nicaragua, in Colombia e negli Stati Uniti, ove attualmente è professore di spagnolo presso il Kenyon College La sua produzione poetica conta 12 raccolte e un volume antologico. Ha curato e pubblicato varie edizioni critiche, introduzioni, saggi su scrittori americani e spagnoli, fra cui un volume sulla produzione non narrativa di García Marquez. Presente in varie riviste letterarie e giornali specializzati, ha lavorato come traduttore su Mark Strand e John Kinsella.

 

Bibliografia:

Cayama, Uvero, 1979;

Con raro olor a mundo, Unión, 1981;

Noticiario del solo, Letras Cubanas, 1987;

Cuarto de desahogo, Unión, 1993;

Los poemas de nadie y otros poemas, Tecnológico de Antioquia, 1994;

El último a la feria, EDUCA ,1995;

Oración inconclusa, Renacimiento, 2000;

Con raro olor a mundo: Primera antología, Unión, 2004;

Todo buen corazón es un prismático: Antología poética, 1975-2005, La Cabra Ediciones-UANL, 2010;

Intervenciones: Antología poética, La Mirada Creadora, 2010;

Tareas, Renacimiento, 2011;

Reversos, Visor, 2011;

Thaw/deshielos, Arc Publications, 2013;

Desde un granero rojo, Hiperión, 2013;

Cuarto de desahogo: Antología personal, 1975-2010, Letras Cubanas, 2013;

Deshielos, Valparaíso Ediciones, 2014;

Desde un granero rojo: poesía reciente, ElÁngelEditor, 2014.

 

 

Shara McCallum

Shara McCallum è nata a Kingston, in Giamaica. La sua produzione poetica, raccolta finora in quattro volumi, è pubblicata in numerose riviste, fra le quali The Antioch Review, Callaloo, Chelsea, The Iowa Review, Verse, Creative Nonfiction, Seneca Review, Witness. Con la raccolta The Water Between Us (1999) ha ottenuto l’Agnes Lynch Starrett Prize per la poesia; il volume This Strange Land (2011) è stato finalista al premio OCM Bocas Prize for Caribbean Literature.

Ha ottenuto il prestigioso National Endowment for the Arts Fellowship per la poesia.

Professore di scrittura creativa e letteratura presso la Bucknell University, dal 2003 è direttrice dello Stadler Centre per la poesia.

 

Bibliografia:

The Water Between Us, University of Pittsburgh Press, 1999;

Song of Thieves, University of Pittsburgh Press, 2003;

This Strange Land, Alice James Books, 2011;

The Face of Water: New and Selected Poems, Peepal Tree Press, 2011.

 

 

Sergio Álvarez

Sergio Álvarez  è nato a Bogotà nel 1965. Figlio di un’insegnante, dopo la scuola dell’obbligo si è avvicinato allo studio della filosofia, iniziando nel contempo un’intensa attività come sceneggiatore televisivo e giornalista (El Paìs, La Vanguardia). Il suo primo romanzo La Lectora (2000), aderente ai canoni della “novela sicaresca” colombiana (o “narcorealismo”), ha ottenuto il premio Silverio Cañada della Semana Negra di Gijón nel 2002, ricevendo un’ampia attenzione mediatica, poi culminata in un adattamento televisivo per la rete RCN.

Nel romanzo 35 muertos l’autore ha realizzato un affresco corale centrato sugli ultimi decenni di storia colombiana, mettendo a frutto 10 anni di riflessioni, approfondimenti e inchieste dirette svolte tra contadini, guerriglieri e narcotrafficanti, attraversando gli angoli più sperduti e pericolosi della sua terra.

 

Bibliografia italiana:

35 morti, trad. di Elisa Tramontin, La Nuova Frontiera, 2013.

 

 

Antonia Arslan

Antonia Arslan è nata a Padova e discende da una famiglia di origine armena. Laureata in archeologia, ha insegnato Letteratura italiana moderna e contemporanea all’Università di Padova. Scrittrice prolifica, ha approfondito nei suoi saggi svariati temi letterari, dalla narrativa popolare dalla letteratura veneta, dall’opera di Buzzati alla letteratura italiana femminile. Si è dedicata alla riscoperta di autrici venete di grande valore, come Giovanna Zangrandi, e di scrittrici italiane attive tra ‘800 e ‘900. Ha dato voce alle proprie radici culturali avvicinandosi all’opera del grande poeta armeno Daniel Varujan, del quale ha tradotto le raccolte Il canto del pane e Mari di grano. Il suo primo romanzo, La masseria delle allodole (2004), ha vinto il Premio Stresa di narrativa e il Premio Campiello, acquisendo grande popolarità anche grazie alla successiva trasposizione cinematografica, curata dai fratelli Taviani.

 

Bibliografia:

La memoria e l'intelligenza. Letteratura e filosofia nel Veneto che cambia, Marsilio 1989;

Il sogno aristocratico. Angiolo Orvieto e Neera. Corrispondenza 1889-1917, Guerini e Associati, 1990;

Invito alla lettura di Dino Buzzati, Mursia, 1993;

Dame, galline e regine. La scrittura femminile italiana fra '800 e '900, Guerini e Associati, 1999;

Hushèr. La memoria. Voci italiane di sopravvissuti armeni, Guerini e Associati, 2001;

La masseria delle allodole, Rizzoli, 2004;

Ishtar 2. Cronache dal mio risveglio, Rizzoli, 2010;

La strada di Smirne, Rizzoli, 2009;

Il cortile dei girasoli parlanti, Piemme, 2011;

Il libro di Mush, Skira narrativa, 2012;

Il calendario dell’Avvento, Piemme, 2013;

Il nuovo calendario dell’Avvento, Piemme, 2014.

 

 

Mark Mustian

Mark Mustian, avvocato e scrittore di origine armena, vive in Florida con la moglie e i tre figli. La sua produzione narrativa è pubblicata o in corso di pubblicazione in Stand Magazine, The Green Hills Literary Lantern, Opium Magazine, SNReview e in altre sedi. Il romanzo The Gendarme (2010) -  tradotto in italiano da Piemme nel 2011 con il titolo La memoria del vento -  nasce da un lungo lavoro di ricerca e da un viaggio compiuto nel 2008 tra Turchia e Siria, ripercorrendo le strade della deportazione armena del 1915.

 

Bibliografia italiana:

La memoria del vento, trad. di Velia Februari, Piemme, 2011.

 

 

 

 

Daniele Del Giudice

Daniele Del Giudice è nato a Roma e vive a Venezia. Critico militante, ha trasferito nella sua narrativa la cultura e la lucidità di un profondo conoscitore della letteratura contemporanea. Si impone come autore negli anni ’80 con il suo primo romanzo, Lo stadio di Wimbledon (1983), che narra l’inquieta ricerca di un giovane intorno alla vita dello scrittore triestino Bobi Bolzen. La sua scrittura raffinata, capace di coniugare la ricerca di moduli narrativi originali ad una particolare sensibilità metalinguistica, caratterizza la sua produzione successiva, da Atlante occidentale (1985) ai racconti Staccando l'ombra da terra (1994). Pilota d'aereo, nel 1990 ha tratto da una lunga escursione in Antartide un corposo diario di viaggio, Taccuino australe, apparso in sei puntate sulla terza pagina del Corriere della Sera e sulla Frankfurter Allgemeine. In I-TIGI racconto per Ustica (2001), scritto con Marco Paolini, ha raccontato l'intreccio e le diverse chiavi di lettura della strage del giugno 1980. Nel 2009 è uscito il romanzo Orizzonte mobile, in cui la propria esperienza di viaggio entra in simbiosi letteraria con le descrizioni del Polo Sud lasciate da naufraghi e da altri viaggiatori del passato.

Dal 1999 al 2003 ha diretto e curato 5 edizioni di Fondamenta – Venezia città di lettori, festival interdisciplinare centrato sulla convergenza di molteplici contributi d’autore attorno a  temi urgenti della contemporaneità, in un incrocio fra letteratura, scienza, teologia, sociologia.

Ha ottenuto numerosi riconoscimenti, fra i quali il Premio Viareggio nel 1983, il Premio Bergamo nel 1986, il Premio Bagutta nel 1995 e, nel 2002, il Premio Feltrinelli Accademia dei Lincei per l’opera narrativa. Ha pubblicato saggi di critica su Italo Svevo, su Stefan Zweig e su Primo Levi (Introduzione alle opere, 1997). Il volume In questa luce (2013) presenta una raccolta di testi editi, pubblicati su riviste o scritti per conferenze, e inediti, in un raffinato pastiche letterario di temi, stili e linguaggi.

Le sue opere sono tradotte in numerosi paesi

 

Bibliografia:

Lo stadio di Wimbledon, Einaudi, 1983;

Atlante occidentale, Einaudi, 1985;

Nel museo di Reims, Mondadori, 1988;

Staccando l'ombra da terra, Einaudi, 1994

Mania, Einaudi, 1997;

Orizzonte mobile, Einaudi, 2009;

In questa luce, Einaudi, 2013.

 

 

Mathieu Amalric

Mathieu Amalric è nato nel 1965 a Neully-sur-Seine. Regista  e attore del cinema francese e internazionale, è autore di quattro opere (Mange ta soupe, 1997; Le stade Wimbledon, 2001; La chose publique, 2003; Tournée, 2010) e interprete di una quarantina di film. Tra i titoli più recenti e acclamati: Lo scafandro e la farfalla (Julian Schnabel, 2007), Pollo alle prugne (Marjane Satrapi e Vincent Paronnaud, 2011), Venere in pelliccia (Roman Polanski, 2013), Grand Budapest Hotel (Wes Anderson, 2014). È vincitore di svariati Prix César (gli Oscar francesi) e Lumière; ha ottenuto il premio per la miglior regia al Festival di Cannes per il film Tournée. Figlio di giornalisti, vanta radici polacche per parte di madre, Nicole Zand, cresciuta nello stesso villaggio della famiglia d’origine di Polanski prima di espatriare in Francia. Volto scavato, luminoso ma inquieto trova i suoi primi ruoli congeniali nei film di Arnaud Desplechin, altra giovane promessa del cinema francese primi anni Novanta, per cui interpreta  La sentinelle (1992) e Comment je me suis disputé…ma vie sexuelle (1996), valsogli il suo primo César. Inedito in Italia, Le stade de Wimbledon, dal romanzo omonimo di Daniele Del Giudice, sarà accompagnato al Giorgione da un corto in cui Amalric dialoga con lo scrittore veneziano a proposito dei temi del romanzo.


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