Richard Demarco presenta alcuni filmati di opere di Tadeusz Kantor


Venezia Teatro Junghans
Venerdì 8 Maggio 2015 - 17:30
 

Tadeusz Kantor - foto di Wojciech Plewiński

Lovelies and Dowries (Ken McMullen 40 minuti),

La classe morta (Gabriella Cardazzo 40 minuti)

La gallina d’acqua (estratti) diretto da Richard Demarco (debutto presso la Royal Scottish Academy, Edinburgh Festival 2015)

 

 

Ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili

 

 

Richard Demarco è Professore Emerito di Studi Culturali Europei presso la  Kingston University, Direttore di Edinburgh Arts, università sperimentale delle arti. Co fondatore dell’ Edinburgh Traverse Theatre e direttore di programmi del Edinburgh Festival. Promotore e collaboratore di Tadeusz Kantor e del teatro Cricot 2 al Festival di Edinburgo nel 1972, 73,76 e 1980 nel Demarco Gallery’s controversial Festival.

 

 

“Il Festival Internazionale di Edimburgo nacque nel 1947 perché Rudolf Bing, il primo Direttore del festival, e quattro suoi amici credevano appassionatamente nel linguaggio delle arti come linguaggio condiviso dall’umanità intera, cura e balsamo salutare per lenire il dolore sofferto a causa dei conflitti umani.

La seconda Guerra mondiale era finita nel1945. L’Europa era divisa in due parti dalla Cortina di Ferro e così anche la Germania era divisa in Est e Ovest e Berlino era tagliata dal confine innaturale del Muro di Berlino.

Non c’è nazione in Europa che abbia sofferto più della Polonia. Perse la sua indipendenza quando Adolf Hitler la invase da Occidente e Stalin attaccò da Oriente. Innumerevoli soldati, marinai e aviatori polacchi, dopo avere combattuto valorosamente contro eserciti ben più potenti, si raggrupparono nelle Isole Britanniche e principalmente in Scozia dove prepararono un esercito di supporto alla lotta antinazista.

Matrimoni tra soldati polacchi e donne britanniche portarono alla creazione di numerosissime famiglie anglo polacche, che pur volendo non poterono mai accedere alla Polonia comunista in quanto la fine della guerra mondiale aveva dato inizio alla Guerra fredda.

Tadeusz Kantor, tra tuti gli artisti polacchi da me invitati a Edimburgo, come parte del mio contributo al programma del Festival Internazionale di Edimburgo, era la personificazione della presenza polacca in Gran Bretagna. La sua arte lo identifica e lo rivela in quanto sopravvissuto e testimone della storia tragica del XX secolo.

Tadeusz Kantor riusciva ad attivare un immaginario potente con il suo magistrale connubio tra arti visive e arti performative e con i suoi manifesti scritti, una efficace dichiarazione di accusa contro la brutalità ed inumanità del mondo che aveva conosciuto da giovane.

La sua arte ha il carattere di una preghiera. E’ un requiem per quella generazione di Polacchi cui apparteneva (nato nel secondo anno della Prima Guerra Mondiale), la generazione destinata a sopportare lo scippo della propria identità.

Fu suo obiettivo difendere e far conoscere l’arte contemporanea polacca, espressa nelle opere di Stanislaw Wispianski, Stanislaw Ignacy Witkiewicz, Bruno Schulz e Witold Gombrowicz.

Vincitore  del Premio Rembrandt, fu soprattutto un artista visivo.

Fu anche un insegnante appassionante, poeta, filosofo ed un esponente di quella che può essere considerata l’avanguardia del teatro polacco, evolutasi poi in ciò che viene oggi chiamata l’arte dello happening, in quanto espressione del mondo dell’artista performativo.

Sentii come dovere morale fargli conoscere Joseph Beuys, anche lui, come Kantor, figura unica nella storia della cultura europea post guerra. Con piacere invitai Joseph Beuys a Edinburgo nel 1970.

L’ arte di Kantor, come quella di Beuys era essenzialmente “terapeutica”, nonostante il livello di sofferenza da lui sopportato in vita. Entrambi personificavano le alte speranze per un ruolo della Germania  e della Polonia nella ricostruzione dell’Europa.

Si incontrarono a casa mia a Edinburgo. Sapevo che il loro incontro poteva essere visto come un passo storico nella giusta direzione , e non solo in un  contesto di storia dell’arte e della cultura, ma nella storia dell’Europa in quanto Unione Europea.

E’ impossibile ricreare la dimensione reale e viva delle produzioni del teatro Cricot 2 di Kantor, ma almeno abbiamo i filmati, testimonianze registrate della realtà del Cricot 2 nella Galleria Krzysztofory di Krakow, nella Demarco Gallery’s Forresthill Poorhouse, nel Edinburgh College of Art e nelle tournée mondiali del Cricot 2.   Questi films testimoniano il genio di Kantor.

Va notato che sir Richard Eyre, il famoso direttore del National Theatre di Londra, fu il primo critico di lingua inglese a scrivere sulla produzione del Cricot 2, nel 1972, di “La gallina d’acqua” di Stanislaw Witkiewicz. Rimase così impresso che scrisse ‘Se c’è un linguaggio d’avanguardia del xx secolo, allora è scritto da Tadeusz Kantor'”.

 

Richard Demarco


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