Io Sono Teatro 2015/16

I giocatori

Mestre Teatro Toniolo
da Mercoledì 2 Marzo 2016 a Giovedì 3 Marzo 2016
galleria foto


 

I Giocatori Enrico Ianniello, Renato Carpentieri, Tony Laudadio _fotoPepeRusso

Turni A-B

 

mercoledì 2 marzo, ore 19.30

giovedì 3 marzo, ore 21.00

 

 

Teatri Uniti

 

di Pau Mirò

traduzione e regia Enrico Ianniello

con Renato Carpentieri, Enrico Ianniello, Tony Laudadio, Luciano Saltarelli

 

collaborazione artistica Simone Petrella

costumi Francesca Apostolico

direzione tecnica Lello Becchimanzi

 

in collaborazione con OTC e Institut Ramon Llull

 

 

BIGLIETTERIA

 

PROGRAMMA

 

 

Arriva finalmente al Teatro Toniolo di Mestre, il 2 e 3 marzo prossimi, il primo allestimento italiano di Jùcature (Giocatori) di Pau Mirò – vincitore del premio Butaca 2012 per il miglior testo in lingua catalana e premio UBU 2013 per il miglior testo straniero –, nella traduzione e adattamento scenico di Enrico Iannello.

 

In scena quattro uomini condividono tragicomiche frustrazioni e fallimenti giocando a carte, in attesa di un ultimo estremo guizzo vitale. In un vecchio appartamento, intorno a un tavolo, sotto una lampada, quattro uomini, un barbiere, un becchino, un attore e un professore di matematica, giocano a carte. I soldi sono spariti da tempo, come qualsiasi possibilità di successo personale. L’appartamento è un rifugio dove tutti i fallimenti sono accettati, permessi. Il fallimento è la regola, non l’eccezione. Ma proprio sul punto di toccare il fondo, i quattro decidono di rischiare il tutto per tutto, rouge et noir, e allora il gioco si fa pericoloso.

Anche in questa occasione, come nella fortunatissima esperienza di Chiòve, (riadattamento napoletano della messinscena catalana Plou a Barcelona trapiantata da Barcellona ai Quartieri Spagnoli di Napoli, per la regia di Francesco Saponaro, sempre con la traduzione di Enrico Iannello), Jùcature è ambientato a Napoli “anche se questa volta - sottolinea il regista - si tratta di un'ambientazione esclusivamente linguistica, senza riferimenti geografici precisi, un’assenza di collocazione che mi pare una cifra fondamentale dei quattro personaggi raccontati da Mirò: uomini di "mezz'età”, come si suol dire (quindi senza un’età che li descriva), senza nome (sono definiti dalla loro professione), senza lavoro e senza un vero amore che li faccia bruciare di passione. Maschere grottesche che si incontrano, in tempo di crisi, per mettere in gioco l'unico capitale che hanno a disposizione: la loro solitudine, la loro ironia, la loro incapacità di capire."


| | Altro
Area d'interesse:

Io Sono Teatro 2015/16


Eventi realizzati in: Teatro Toniolo