Festa di San Rocco 2015

Domenica 16 Agosto 2015
 

San Rocco - Sala superiore
San Rocco - Sala superiore

Cade quest'anno di domenica la gloriosa Festa di S. Rocco, che una tradizione multisecolare fissa il 16 agosto ed è curata, a Venezia, dall'omonima Scuola Grande.

Momento culminante della festa alle ore 18.00, nella chiesa intitolata a S. Rocco, il solenne Pontificale presieduto dal vescovo di Vittorio Veneto mons. Corrado Pizziolo; al termine della celebrazione avrà luogo la consegna del "Premio San Rocco 2015".

Dalle ore 9.30 alle ore 17.00 dello stesso giorno, come ogni anno, la Scuola Grande sarà aperta al pubblico per una visita libera e gratuita che consentirà di ammirare le straordinarie tele di Jacopo Tintoretto raffiguranti gli eventi più significativi del Vecchio e Nuovo Testamento. Alle ore 21.00, sempre presso la Scuola Grande, si terrà il concerto (ingresso su invito e poi, eventualmente, libero fino ad esaurimento posti) dell'Orchestra "Interpreti Veneziani" con musiche di Vivaldi, Bach e Haendel-Halvorsen.

Il corpo di san Rocco - compatrono di Venezia, santo pellegrino, vicino alle sofferenze dei poveri e dei più indifesi ad iniziare dai malati di peste - è custodito, già dal 3 marzo 1490, nell'omonima chiesa che - nella domenica coincidente con la festa di S. Rocco - prevede celebrazioni eucaristiche anche alle ore 10.00 e 11.00.

 

 

La Scuola Grande di San Rocco e le sue storiche Feste Musicali divennero, tra la fine del sedicesimo e il diciassettesimo secolo, uno dei centri più vitali nel rinnovamento della musica vocale sacra. Si legga al proposito la testimonianza di un acuto osservatore dell'epoca, l'inglese Thomas Coryat: antiklibro La Festa fu celebrata nel giorno di San Rocco (...) In quell'occasione, sia di mattina che di pomeriggio ascoltai la pi bella musica mai sentita in tutta la mia vita, così piacevole che sarei disposto a fare cento miglia a piedi per ascoltare una cosa simile. Il tutto si svolse vicino alla Chiesa di San Rocco, in un edificio assai sontuoso e imponente che appartiene a una delle sei Compagnie della città (...) In questa sala vi sono due o tre magnifici altari, perché questa sala non destinata a divertimenti o a banchetti ma solo alla devozione e alla religione, per lodare e ringraziare Dio ed i suoi Santi con salmi, inni, canti spirituali e musica melodiosa. La seconda sala molto ampia e spaziosa ed ha altri due o tre altari: il soffitto, che di altezza imponente, riccamente decorato ed addobbato con sontuosi rilievi in oro ed i muri sono addobbati con vari delicati quadri, come del resto anche molte parti del soffitto. A questa sala si accede salendo per due o tre magnifiche rampe di scale (...) La Festa in onore di S.Rocco consisteva principalmente di musica, sia vocale che strumentale, così bella, così deliziosa, così rara, così mirabile, così eccellente che incantò e rapì tutti quegli stranieri che non ne avevano mai udita di simile. Ma quale effetto essa ebbe su altri, non so: per parte mia posso dire che per un certo periodo di tempo mi ritrovai rapito nel terzo cielo in compagnia di S.Paolo. A tratti vi erano sedici o venti uomini che cantavano insieme, con il loro maestro o moderatore a garantire l'ordine nell'esecuzione; e quando cantavano anche gli strumentisti suonavano. A volte sedici musicisti suonavano contemporaneamente i loro strumenti (...) Questi due suonatori di tiorba chiusero le esecuzioni musicali notturne, che si protrassero per almeno tre ore. Cominciarono infatti verso le cinque e non finirono prima delle otto. Anche al mattino le esecuzioni si protrassero altrettanto e ogni qualvolta diversi musicisti suonavano insieme, gli organi, sette begli strumenti in tutto allineati in una medesima fila, suonavano con loro. Fra i cantanti ve ne erano tre o quattro così eccelsi che credo nessuno in tutta la Cristianità possa superarli, uno in particolare, che aveva una voce così incomparabile e in un certo senso potrei dire così soprannaturale quanto a dolcezza, che non penso ve ne sia uno migliore in tutto il mondo (...) Davvero penso che se un usignolo fosse stato in quella stessa sala ed avesse gareggiato con quel cantante, forse avrebbe potuto superarlo, giacché Iddio ha concesso a quel piccolo uccello un così grande privilegio donandogli una voce dolce quanto nessun'altra: ma non credo che l'avrebbe potuto sopravanzare... (da Coryats Crudities di Thomas Coryat, Londra, 1611)


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