Festival "I luoghi di Baldassare" 2015

Progetto "Voci sull'acqua"

Venezia Basilica Santa Maria Gloriosa dei Frari
Sabato 19 Settembre 2015 - 20:30
 

la locandina
la locandina

Programma


J.S. BACH (1685-1750):     

Orchestral Suite n.4 in re maggiore BWV 1069


J.S. BACH (1685-1750):     

Magnificat per soli coro e orchestra

 

CAMERATA ACCADEMICA DEL CONSERVATORIO POLLINI DI PADOVA
CANTORI VENEZIANI
maestro di coro:     Diana D'Alessio
soprano:     Annamaria Dainese, Kamilla Menlibekova
contralto:     Virginia Aghito
tenore:     Peter Gus
basso:     Sikai Lai
concertatore e direttore:     Paolo Faldi

 

BIGLIETTI

Interi € 25 Ridotti € 20

CONTATTI

ASSOCIAZIONE FESTIVAL GALUPPI
San Marco 3972
30124 VENEZIA

Tel e fax 0412410899

Vai al sito ufficiale del festival

 

Il Magnificat in re maggiore BWV 243 di J. S. Bach è uno dei capolavori più amati del grande maestro tedesco, e rappresenta un'autentico "laboratorio" polistilistico per il contrappunto bachiano. Concepita per orchestra, coro a cinque voci e cinque solisti, Il Magnificat costituisce con la Messa in Si minore, una delle sue due principali composizioni corali in lingua latina.

Esiste una prima versione in mi bemolle maggiore nel 1723, composta per i vespri di Natale a Lipsia,  che interpolava nel Cantico del Vangelo di Luca latino numerosi testi natalizi in tedesco. Nel corso degli anni il compositore rimaneggiò l'opera, tagliò i brani specifici per il Natale in modo da rendere il Magnificat adatto ad esecuzioni durante l'intero anno liturgico. Bach traspose anche il brano in re maggiore, tonalità più adatta per le trombe. La nuova versione, che è quella eseguita in concerto, venne rappresentata per la prima volta nella Thomaskirche di Lipsia il 2 luglio 1733.

 

Nel Magnificat la scansione del testo in parti omogenee, a cui far corrispondere sezioni corali e solistiche espressivamente adeguate, s'infiltra all'interno della stessa sintassi delle singole frasi del Cantico, ogni qual volta una data espressione richieda un trattamento musicale a sé; ciò che conta è l'urgenza del suo significato linguistico, anche in una forma puramente nominativa, quando la sponda sonora può creare, al modo dei vecchi madrigalisti, un equivalente simbolico nella struttura, prima che nell'espressione del sentimento.

E' il caso del passaggio "Me dicent beatam omnes generationes", con il soggetto finale della frase ("tutte le generazioni") ad evocare la dimensione multisecolare del culto mariano attraverso le umane moltitudini; così Bach inventa su quel soggetto una cellula tematica secca e percussiva, staccando perentoriamente un fugato corale vertiginoso dall'aria per soprano precedente, il "Quia respexit", in cui le "generazioni" prendono parola oltre la voce di Maria e si rincorrono simbolicamente nei secoli per moto proprio, in un drammatico afflato in tonalità minore.

Qui accanto, fra le innumerevoli versioni del brano, abbiamo scelto la straordinaria lettura della Capilla Real de Madrid, reperibile nel canale omonimo Capilla Real de Madrid di Youtube.

note a cura di Roberto Ranieri

 


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