L'ago della bilancia

Mestre Teatro della Murata
Domenica 8 Novembre 2015
 

 

Teatro della Murata
Doppio spettacolo: ore 17.00 e ore 21.00

 

Storie di “Ragionevoli Dubbi” e… Irragionevoli Sentenze

 

Interpreti e personaggi

Emanuela Agostini: La presidente di una giuria popolare

Giulietta Biondo: Una donna scrupolosa e riflessiva

Barbara Conte: Un'attrice vanesia

Laura Dall'Acqua: Una cittadina extracomunitaria

Liliana Grassi: La madre di un ergastolano nell'antefatto

Adriana Lepsky: Una donna di facili pregiudizi

Roberto Maurizio: Relatore nell'antefatto e un giudice

Tony Nave: Un anziano, mite signore

Paolo Sivori: L'ago della bilancia

Barbara Tasca: Una madre frustrata

Adriano Spolaor: Un esperto di finanza e l'ergastolano nell'antefatto

Antonella Zanoni: Giovane donna in carriera

 

Regia di Marina Biolo

Luci Antonio Gambino

Trucco e Acconciature Paola Cardin

 

 

Informazioni e Biglietti

Ingresso € 8,00

Prenotazione consigliata: telefonare al numero 041989879 e lasciare un messaggio in segreteria telefonica seguendo le istruzioni. Sarete contattati se ci sono difficoltà.

L’attività del teatro è costantemente aggiornata sul sito www.teatrodellamurata.it

 

 

Prologo

 

"La giustizia è un principio astratto che coinvolge tutti, passabile a seconda di come lo si interpreta di assolvere o condannare ogni essere umano: colpevoli i ministri, colpevoli i papi, colpevoli i santi e gli eretici, colpevoli rivoluzionari e i reazionari.

Colpevoli tutti di aver tradito, ucciso, sbagliato.

Colpevoli tutti dinanzi al tribunale universale della morale storica e assolti da quella della necessità.

Giustizia e ingiustizia hanno un significato solo se considerate nel concreto.

Di vittoria o sconfitta, di atto fatto o subìto.”

 

Roberto Saviano, Gomorra

 

 

"Con questo nuovo spettacolo teatrale, la Compagnia Altinate di Mogliano Veneto ha voluto interrogarsi su alcuni temi delicati inerenti la giustizia, in special modo su quanto sia estremamente facile, al giorno d'oggi più che mai, 'emettere giudizi affrettati', 'sbattere il mostro in prima pagina', istituire tribunali sia mediatici che nella vita quotidiana, prima ancora di quelli istituiti nelle sedi preposte, quest'ultime peraltro non scevre da storie di 'irragionevoli sentenze'.

 

Guidati dalla regista Marina Biolo, da sempre particolarmente attenta al teatro di carattere sociale, e animati dal nostro personale bagaglio emotivo e culturale, abbiamo cercato di dar vita a dei personaggi che rispecchiassero queste problematiche. Li abbiamo volutamente "etichettati" con una connotazione professionale o caratteriale.

 

Ecco, dunque, le nostre riflessioni in scena!"

 

Il testo è una vera e propria “prova d'attore” che non lascia spazio al dilettantismo. Gli attori sono sempre in scena per tutta la durata del dramma.

 

Essi vivono la situazione, ognuno con la propria personalità, in sinergia con il proprio personaggio e con gli altri.

 

La drammaticità dei dialoghi rende inutile qualsiasi orpello.

 

Prevale la vicenda umana. Che cattura lo spettatore.


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