Romeo e Giulietta

Mestre Teatro Toniolo
Domenica 6 Marzo 2016 - 16:30
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Manifesto
Manifesto
di William Shakespeare
 
adattamento e traduzione di Francesco Niccolini
regia di Tonio De Nitto
con Lea Barletti, Dario Cadei, Ippolito Chiarello, Angela De Gaetano, Filippo Paolasini, Luca Pastore, Fabio Tinella
scenografie di Roberta Dori Puddu
realizzazione scene L.C.D.C. Luminarie Cesario De Cagna
costumi di Lapi Lou
luci di Davide Arsenio
assistente alla regia Paola Leone
coproduzione Factory, Terrammare Teatro, Teatri Abitati
 
 
BIGLIETTI

Intero € 24

Ridotto € 19

Prezzo speciale per studenti e under 30 € 8

 

VENDITA

Biglietteria del Teatro Toniolo dalle 11 alle 12.30 e dalle 17 alle 19.30, chiusa il lunedì.

 

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Romeo e Giulietta è un gruppo di famiglia sbiadito e accartocciato dal tempo, una foto che ritrova vigore e carne per poi consumarsi e scolorirsi di nuovo. Sono gli adolescenti di una comitiva che si cancella per sempre nel tempo di un paio di giorni, le morti innocenti, i desideri irrealizzati e la capacità di sognare che non può esserci tolta. Con un allestimento corale, pop e visionario ambientato in una festa patronale del Sud la compagnia Factory prova a restituire la bellezza e la vitalità di uno dei classici per eccellenza con un gruppo affiatatissimo di attori.
 
 
Romeo e Giulietta, perché scriverne un'altra versione
 
Tutto ebbe inizio vent'anni fa. Andai a vedere le prove di uno spettacolo di Teatro Settimo, La storia di Romeo e GiuliettaFino ad allora mi era sembrata la tragedia più melensa di Shakespeare, ma cambiai idea. Negli anni seguenti credo di aver rivisto quell'edizione molte volte e di non aver più smesso di commuovermi. Non tanto per la dolorosa storia d'amore di quei due ragazzini ma per quei cinque cadaveri adolescenti che occupano la scena alla fine di tutto: cinque cadaveri e nessun motivo valido per morire, farsi uccidere o, peggio, darsi la morte. Con gli anni credo che Romeo e Giulietta sia lo spettacolo di cui ho visto più versioni, qualcuna davvero indimenticabile.
Quando Tonio De Nitto mi ha proposto di adattare alla sua compagnia quel testo, mi è venuta un'idea al limite dell'incoscienza: non accontentarmi di adattare una traduzione esistente, ma ritradurre in rima, così come nell'originale shakespeariano.
All'inizio credevo di morire. I primi versi un'autentica tortura. Ma piano piano la mente si abitua ai nuovi ritmi e le dita corrono sui versi, sulle rime, sui giochi di parola. Più un'intuizione di Tonio: scrivere i dialoghi dei due innamorati non in rima, ma nella prosa più semplice e piana possibile. Una grandissima idea, perché l'amore che ti fulmina non ha bisogno delle regole e delle forme che servono per relazionarsi con il mondo, soprattutto quel mondo ostile e vigliacco nel quale prevalgono violenza e arroganza.
Tutto è gioco, tutto è capriccio, il ritmo e il tono scherzosi, la storia spesso comica, fino a prova contraria, fino al sangue versato, fino a un padre che dà della puttana alla figlia, fino alla morte dei compagni di gioco, fino al rimpianto più feroce e alla colpa. Come nel più classico dei casi da tragedia, la colpa dei padri, che – come scrive Pasolini – deve essere gravissima per meritare una così atroce punizione.
Ed è questo il motivo per cui amo tanto Romeo e Giulietta: perché racconta la colpa più grave in assoluto di cui noi essere umani ci macchiamo e subiamo allo stesso tempo, la soppressione dell'infanzia e dell'adolescenza. Una soppressione che tutti piangono, perché tutti siamo stati ragazzi e poi tutto è finito. Lavorare, parola dopo parola, verso dopo verso, al Romeo e Giulietta di William Shakespeare mi sembra il più bel modo per invecchiare senza perdere di vista l’importanza della giovinezza: la propria, quella dei genitori, e degli adulti che un giorno saremo: non c’è niente da fare, ci ricorda Shakespeare, la giovinezza morirà per tutti. A noi trovare un modo, un miracolo, perché non muoia. Allora impariamo le parole d’amore di Romeo e quelle di Giulietta, impariamole a memoria, par coeur, come dicono i francesi, ché è più bello.
 
Francesco Niccolini

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