PICCOLI PALCOSCENICI 2016/idee e percorsi

Medea, la scelta

Mestre Teatro Momo
Lunedì 16 Maggio 2016 - 21:00
 

Lady Hamilton come Medea, George Romney
Lady Hamilton come Medea, George Romney

Sezione Istituti Superiori: ISTITUTO MASOTTO – NOVENTA VICENTINA

 

autori: i partecipanti al laboratorio

adattamento, regia, scenografia: Ludens progetto teatro@scuola

responsabile del laboratorio e tecnico: Antongiulio Barbujani

con: Arzenton Chiara, Arzenton Julia, Bertola Aurora, Bortolon Chiara, Del Bianco Marco, El Bahry Houda, El Khalkhal Amal, El Khalkhal Bilal, Fiorillo Veronica, Meneghini Elena, Motta Francesco, Suvajac Dajana

durata: 40 minuti

 

 

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Lo spettacolo prende ispirazione dalla tragedia di Euripide: Medea.

Pur considerando interessanti i temi del rapporto di coppia e dell'infanticidio, il lavoro si è concentrato in modo particolare sul tema dello “straniero”. Medea è una straniera, anche se sposata a Giasone, e quindi regina, rimane sempre un’immigrata, con usi e costumi diversi.

Ecco apparire allora i riferimenti all'Argentina dei primi anni del secolo scorso, al tango e alle usanze dei nostri italiani immigrati in Buenos Aires e allo strano linguaggio del Lunfardo che chiude lo spettacolo, traducendo le famose parole di Amleto in Shakespeare. Sono presenti spunti legati all'incapacità di comunicare, evidente nel dialogo tra Giasone e una “quantistica” Medea, all'eterna lotta nelle coppie, sottolineata nella ricerca di soluzioni autodistruttive, e, per finire, un drammatico diario, con premessa rubata a quello di Anna Frank, di una famiglia in fuga da Kobane, dove l'immagine del bambino morto riverso sulla spiaggia della Turchia fa da spunto al monologo.

La scelta finale è quella di cercare di capire, anziché suggerire facili soluzioni, che cosa faremmo trovandoci al posto di Medea. Una Medea internazionale e senza tempo, ma certamente molto attuale.

C'è un processo finale, ispirato a quello di Kafka, a cui si è sottoposti senza nemmeno sapere di che cosa si è accusati, e con la sola possibilità di ammettere di essere colpevoli. Colpevoli di essere diversi. Ma se si riesce a mettersi nei panni degli altri, forse emergono altre soluzioni, altre possibilità, altri mondi.


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