Io Sono Teatro 2016/17

 

La bottega del caffè

Mestre Teatro Toniolo
da Sabato 28 Gennaio 2017 a Domenica 29 Gennaio 2017
galleria foto


 

Pino Micol_Filippo Manzini_copyright 2014
Pino Micol_Filippo Manzini_copyright 2014

turni D E

 

28 gennaio 2017, ore 19.30

29 gennaio 2017, ore 16.30

 

 

Fondazione Teatro della Toscana

 

PINO MICOL

VITTORIO VIVIANI

 

di Carlo Goldoni

regia Maurizio Scaparro

 

con Pino Micol

Vittorio Viviani

 

Ruben Rigillo

Maria Angela Robustelli

Ezio Budini

Pietro Masotti

Marta Nuti

Giulia Rupi

Alessandro Scaretti

 

musiche Nicola Piovani

eseguite da Lisa Green violinista

scene e costumi Lorenzo Cutùli

luci Maurizio Fabretti

 

 

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BIGLIETTERIA

 

 

Firenze, Napoli, Venezia e il suo Carnevale. Su questa direttrice di ricerca artistica Maurizio Scaparro costruisce La bottega del caffè con Pino Micol e Vittorio Viviani, il suo ultimo lavoro su Carlo Goldoni.

Datata 1750, La bottega del caffè, commedia dei sentimenti e dell’agire degli esseri umani, è scritta in lingua toscana: Goldoni all’epoca desidera la massima diffusione delle sue opere e il veneziano, e di lì a poco Venezia, gli iniziano a star stretti. Scaparro segue rigorosamente i canoni goldoniani di una commedia dei sentimenti e dell’agire degli esseri umani, in un perfetto equilibrio fra la parola e l’azione scenica, impreziosito dalle musiche originali del premio Oscar Nicola Piovani, le scene e i costumi di Lorenzo Cutùli, vincitore dell’International Opera Awards 2014 per la scenografia.

 

L’azione si avvia alle prime luci dell’alba di un mite mattino invernale, per concludersi quando scende la notte. Il caffettiere Ridolfo si sta prendendo a cuore la sorte del giovane mercante di stoffe Eugenio, che da qualche tempo frequenta assiduamente la casa da gioco di Pandolfo. Lì Eugenio ha subìto perdite ingenti giocando a carte con Flaminio, un giovane torinese che si spaccia per nobile. La moglie di Eugenio, Vittoria, cerca invano di far ravvedere il marito. Allo stesso scopo è giunta a Venezia da Torino la moglie di Flaminio, Placida, che, travestita da pellegrina, ignora la nuova identità assunta dal marito ed è esposta alle insidie tessute da Don Marzio. Quest’ultimo è un nobile napoletano prepotente, ambiguo e chiacchierone, che prova piacere nel frapporre ostacoli al desiderio delle due mogli di ricondurre sulla retta via Eugenio e Flaminio.

 

"Tra i motivi che mi hanno spinto a mettere in scena oggi La bottega del caffè, il primo credo sia il piacere e il desiderio di tornare a parlare di Venezia e del suo Carnevale, durante il quale la commedia si svolge, dalle prime luci dell’alba a quando scende la notte. Perché qui Goldoni, che scrive la commedia in lingua italiana, sembra prendere le distanze, prima dei suoi addii, dalla visone “magica” della Serenissima, per descrivere nella sua Bottega del caffè una Venezia che già allora rischiava di dimenticare la sua grandezza e di cedere alle tentazioni di una progressiva mercificazione della città, delle sue bellezze e dei suoi carnevali."

 

Maurizio Scaparro

 

 

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