Le favole del Cunto

Mestre Centro Culturale Candiani
Sabato 26 Novembre 2016 - 21:00
 

Manifesto
Manifesto

di Eleonora Fuser

Elena Fuser, Michela Mocchiutti, attrici
Gerardo Balestrieri, musiche e voce
Giorgio De Marchi, maschere e scene
Giacomo Sega, costumi 

 

 

Informazioni
auditorium quarto piano
ingresso libero fino a esaurimento posti

Centro Culturale Candiani

 

 

L’opera Lo cunto de li cunti overo lo trattenemiento de’ peccerille di Gian Alessio Abbattutis, pseudonimo scherzoso di Giambattista Basile, (1566-1632 nato a Giugliano in Campania, da giovane soldato mercenario al servizio della Repubblica della Serenissima, famoso cantastorie di Piazza San Marco e di Riva degli Schiavoni e fonte immediata della Fiaba teatrale del Gozzi) è il più antico, il più ricco e il più caratteristico fra tutti i libri di fiabe popolari (Benedetto Croce), che apparve postuma fra il 1634 ed il 1636 e rappresenta una fusione folk lirica e intrecci fiabeschi che attingono alla più antica tradizione orale. 

La felicità creativa, il gusto del meraviglioso, il ricorrere dell’elemento magico-misterioso, fecero sì che favolisti, quali i fratelli Grimm, Perrault, Andersen, Tieck, e appunto, l’autore veneziano Carlo Gozzi o più recentemente De Simone (che da queste trasse ispirazione per La Gatta Cenerentola) vi attingessero a piene mani.
L’attrice Eleonora Fuser, attraverso una ricerca fisica e corporea basata su tecniche di Commedia dell’Arte e di teatro Orientale, ha elaborato (utilizzando maschere di tradizione e d’invenzione, create da Stefano Perocco), alcuni dei racconti contenuti ne Lo Cunto de li Cunti, realizzando uno spettacolo teatrale che la vede in scena da oltre vent’anni.
Nella nuova versione saranno narrate alcune favole originarie  del Cunto, come Le tre Corone, I tre Cedri, L'Orsa e la storia cornice di Zoza principessa che non rideva mai.
Fiabe in cui, come nei poemi dell’antichità compare la figura dell’aedo, l’attore-cantore che attraverso la semplice suggestione delle parole sa ribaltare la realtà, abolire spazio e tempo e, utilizzando il mito e il fantastico, far apparire via via nuovi personaggi come una splendida fata da una pianta o trasformare un serpente in un meraviglioso principe, far ridere e far piangere. Sarà quindi uno spettacolo di narrazione che vuole, attraverso la parola, evocare quei mondi immaginari, ridare la possibilità di sognare come una volta, ascoltando chi racconta, far riamare la parola narrata, staccarsi dallo schermo televisivo e sognare, come un tempo a 'filò'.
I personaggi interpretati dalle attrici Eleonora Fuser e Michela Mocchiutti  in una sorta di moderno rapsodo, creano illusioni, fingono visioni, danno corpo a sogni e, nello stesso tempo, impersonano la fascinazione del teatro, macchina efficacissima per la diffusione di emozioni, per avvincere ed ammaliare il pubblico.
Accompagna con fisarmonica e chitarra la voce bassa e quasi recitata di Gerardo Balestrieri, cantautore apolide, polistrumentista, artista tout court, la cui musica ha il fascino della contaminazione, dell’incontro tra culture, atmosfere, facce e lingue. Canzoni napoletane della tradizione da lui reinterpretate (come Nascette mmiezz o mar di De Simone) rivestite da sonorità mediorientali.

 


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