Aeham Ahmad. Il pianista di Damasco

Mestre Centro Culturale Candiani
Domenica 22 Gennaio 2017 - 18:00
 

Aeham Ahmad
Aeham Ahmad

Candiani Groove

 

Aeham Ahmad, voce e pianoforte
 

 

Biglietti
Intero € 8

Ridotto € 5  

Ridotto speciale per i giovani fino ai 29 anni (posti limitati)  3 euro

Biglietti già in vendita alla biglietteria del Centro e online (ad esclusione del ridotto speciale) sui siti www.centroculturalecandiani.it e www.biglietto.it (diritto prevendita 1 euro)
*Riduzioni per Candiani Card, Cinemapiù, IMG Card, Associazione Caligola, studenti

 

 

La leggenda di Aeham, il pianista di Yarmouk

 

Le sue immagini, al pianoforte tra le macerie nel suo quartiere alle porte di Damasco, hanno commosso il mondo intero. 
E' stato il giorno in cui l'Isis gli ha bruciato il piano che Aeham ha deciso di fuggire e venire in Europa. 
La musica Aeham l'ha nel cuore, da sempre: classe 1989, pianista, Aeham Ahmad lavorava nel negozio di strumenti musicali di suo padre, violinista non vedente.
"All'inizio dell'assedio volevo rinunciare alla musica, restare neutrale nel conflitto siriano. Vendevo falafel, e tenevo la musica chiusa nel cuore. Ma dopo sei mesi, non riuscivo più a contenerla: era più forte di me. Perciò ho ripreso il mio piano, l'ho fissato sul carretto dello zio ortolano, e ho cominciato a trasportarlo fra i quartieri più segnati dalla guerra per ridare speranza cantando per la gente stremata dall’assedio delle truppe di Assad, dai jihaidisti, dai bombardamenti e dalla fame". Aeham Ahmad diventa il pianista di Yarmuk, campo profughi palestinesi alle porte di Damasco.
I video che lo ritraggono suonare sui cumuli di macerie hanno fatto il giro del mondo e tutto il mondo conosce la sua storia interrotta il giorno in cui i miliziani dell’ISIS  bruciarono il suo pianoforte in quanto haram-proibito. In quel momento percorrerà le migliaia di chilometri che separano Damasco da Berlino a piedi, su bagnarole di fortuna, autobus devastati, solo con uno zaino in spalla e la miseria a tracolla.
In Germania trova rifugio in un vecchio motel abbandonato, dove c’è un pianoforte e ricomincia a fare ciò che faceva a Yarmuk:suona e canta per i bambini sballottati dall’esilio. Inizia a fare concerti e riceve un premio per il suo impegno a favore dei diritti umani, realizza anche un disco che uscirà a breve, incontra Angela Merkel, Martha Argerich, conquista il premio Beethoven: “Il nostro messaggio è vivere senza pallottole e solo di musica”.

 


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