Teatro Toniolo Stagione di concerti 2002/2003

Maratona Prokofiev - Studio Torazde

Mestre Teatro Toniolo
Martedì 25 Marzo 2003
 
prokowebProgramma Sergei Prokofiev Sonata n.1, n.2, n.3 (primo intervallo ore 20,05 - 20,15) Sonata n.4, n.5 (secondo intervallo ore 20,50 - 21,20) Sonata n.6, n.7 (terzo intervallo ore 22,10 - 22,15) Sonata n.8, n.9. Biglietti Platea interi 21.00, Platea ridotti 18.00; Galleria interi 18.00, Galleria ridotti 15.00, Giovani 10.00. I biglietti sono acquistabili direttamente presso la biglietteria del teatro Toniolo (dalle 11.00 alle 12.30 e dalle 17.00 alle 19.30. Chiuso il luned) e i punti vendita della catena Box Office del Triveneto (tel 041.940200)
Alexander Toradze
Alexander Toradze
Alexander Toradze e il suo Studio, dopo l'esperienza della "Maratona Dvorak" nel 2001 e della "Maratona Bach" l'anno scorso, presentano lesecuzione integrale delle nove Sonate di Prokofiev. Al pianoforte si alterneranno il maestro Toradze e gli altri cinque giovani pianisti formatisi presso lo STUDIO TORADZE della Indiana University, una delle pi prestigiose degli Stati Uniti. Alexander Toradze eseguir la Sonata n.7 in Si bemolle maggiore, mentre la sonata n.9 in Do maggiore op.103 sar affidata a George Vatchnadze, uno dei suoi migliori allievi, gi affermato in ambito internazionale, con unincisione del Secondo Concerto di Rachmaninov per l'etichetta Sony Classical. Gli altri pianisti, tutti talenti di prim'ordine, sono Sean Botkin, Edisher Savitski, Vakhtang Kodanashvili e Ketevan Badridze. Alexander Toradze, nato a Tbilisi in Georgia nel 1952, collabora da diversi anni con le pi grandi Orchestre e i pi celebri direttori, fra cui Vladimir Ashkenazy, Myun Wun Chung, Kurt Mazur, Seiji Ozawa, Mstislav Rostropovich, Esa Pekka Salonen, Yuri Temirkanov. Particolarmente fortunata la sua collaborazione artistica con Valery Gergiev e la orchestra del Teatro Mariinskij di San Pietroburgo, con i quali ha realizzato numerose tourne in Europa, negli Stati Uniti, in Giappone, oltre alla annuale collaborazione ai Festivals delle Notti Bianche di San Pietroburgo e di Mikkeli in Finlandia. Accanto alla attivit concertistica, Alexander Toradze ha avviato una attivit didattica di grande successo, costituendo il Toradze Piano Studio, che presenta dal 1996 in prestigiose sale da concerto e festivals internazionali Maratone pianistiche dedicate ai grandi del pianoforte: da Bach a Stravinskij, da Dvorak a Rachmaninov e Prokofiev
Sergei Prokofiev
Sergei Prokofiev
Dedicare un concerto a un'integrale esecutiva come questa pu risultare una scommessa rischiosa: il plusvalore offerto da una stimolante visione dinsieme, con la possibilit di racchiudere in unica sessione dascolto vari elementi interni di comparazione e approfondimento, fa i conti con la lunghezza del programma, che richiede al pubblico una concentrazione non indifferente, trattandosi di musica non certo "facile". Tuttavia lintegrale delle sonate per piano di Prokofiev, una maratona esecutiva di circa tre ore e mezza, presenta svariati motivi di interesse; va in scena infatti la rivisitazione sonora di uno dei percorsi creativi pi tormentati e originali del Novecento, allinterno del rapporto privilegiato con uno dei banchi di prova cruciali della cultura musicale di estrazione classica: la sonata per pianoforte, il cui modello compositivo, pe l'appunto, si fonda sul principio costruttivo denominato forma sonata. La forma -sonata si defin durante il periodo del classicismo musicale; essa rappresenta larticolazione fondamentale delle forme musicali pi importanti dell'Ottocento (sonata, sinfonia, quartetto ecc); classicamente applicata nel primo dei movimenti che compongono la sinfonia, la sonata il concerto ecc.. La forma-sonata uno schema basato solitamente sulla successione di tre sezioni distinte: lesposizione (che pu essere preceduta da un'introduzione es: sonata per pianoforte op. 13 n. 8 "Patetica" di L.v.Beethoven), lo sviluppo e la ripresa. Nell' esposizione, secondo lo schema classico, sono presentati due temi musicali; il primo possiede una fisionomia armonica ben definita, che fissa con chiarezza il percorso tonale della composizione. Una volta esposto, per assumere una fisionomia precisa e inconfondibile nella sensibilit percettiva dellascoltatore, brevi passaggi modulanti preparano lingresso di un secondo tema. Questo tema di solito assume una caratterizzazione per contrasto, contrapponendosi al tema precedente in termini tonali (maggiore-minore) e soprattutto simbolici. Questo tema di solito apre una sfera di suggestioni nuova, caratterizzata da una latente instabilit e incertezza, che allontanandosi dal primo nucleo espressivo introduce anche un effetto di attesa, ove il fantasma del primo tema talvolta riemerge come possibile approdo, qui ancora disatteso, di armonizzazione. Con la presentazione del secondo tema si conclude l'esposizione, la quale pu essere seguita da una o pi code, cio episodi costruiti su elementi nuovi che definiscono la prima parte del tempo della composizione tramite una cadenza. Nello sviluppo si svolge un' evoluzione,. spesso impiantata sul primo tema, attraverso cui il compositore pu elaborare, con la massima libert, il materiale tematico, organizzando il proprio pensiero musicale nellampliamento delle sue potenzialit espressive. Nella Ripresa (o riesposizione) si ripetono i due temi iniziali entrambi nella tonalit d'impianto, e le code, per meglio sottolineare l'atto conclusivo, rivestono una maggiore ampiezza, prima di segnare l'epilogo della composizione. Il rapporto funzionale fra queste tre sezioni rappresenta la condizione essenziale per la riuscita del discorso complessivo; ma se la funzionalit del rapporto, nel periodo classico, coincideva in buona parte con un senso generale di equilibrio fra le parti, nel 900 la forma sonata diviene spesso un contenitore essenzialmente formale, ereditato dalla tradizione e sottoposto a continue violazioni sintattiche, non di rado giocate proprio sullo scarto implicito fra la ripresa intenzionale di un modello del passato e le nuove sollecitazioni (dis)armoniche dei nuovi codici compositivi. Nella prima met del Novecento i compositori di tutti i paesi, fuorch i russi, considerano la sonata per pianoforte un banco di prova da affrontare con la massima reverenza e circospezione; sullo sfondo, il monumento della sonata classico-romantica austro-tedesca incute una certa soggezione, il che avviene anche nella tradizione italiana e francese, ancorata allidea di un glorioso passato e restia a competere implicitamente con giganti del calibro di Beethoven, Mendellsohn, Brahms, ecc. I russi sono gli unici che trattano la sonata per pianoforte in modo confidenziale, come uno dei generi canonici della composizione strumentale: Anatoly Aleksandrov (1888-1982) scrive quattordici sonate per pianoforte e quattordici ne scrive anche Nicolai Medtner (1880-1951), dodici ne compone Feinberg (1890 - 1962), dieci Scriabin, nove Miaskovski e Prokofiev, otto Leo Ornstein (1893-2002); poi, pi modestamente, Roslavec e Mossolov si attestano a quota cinque e Kabalevski a tre; Glazunov, Rachmaninov, Stravinski, Shostakovich e parecchi
Sergei Prokofiev con D. Shostakovich
Sergei Prokofiev con D. Shostakovich
altri contano due sonate per ciascuno, Liapunov, Lopatnikov e Alexander Krejn chiudono lelenco con una sola sonata. I compositori russi trovano naturale cimentarsi nel genere della sonata perch non hanno alle spalle il monumento della sonata classico-romantica austro-tedesca. A differenza di italiani e francesi, la civilt musicale russa nasce solo verso la met dell'Ottocento con l'intento di acquisire rapidamente riconoscibilit e prestigio, ponendosi alla pari con le civilt pi antiche. Ci riesce nel giro di una generazione, senza la paura di misurarsi con i fantasmi che affollano il passato viennese. Cos, i russi sono nel Novecento gli unici convinti sonatisti. E Prokofiev, per talento e profondit di scrittura, ne sicuramente il capofila pi dotato.
Sergi Sergeyevich Prokofiev nasce il 23 Aprile dell'anno 1891 nel villaggio rurale di Sontsovka, oggi Ucraina, che faceva parte dell'Impero Russo. Sergei fu un bambino dal talento musicale precocissimo. La madre gli insegn a suonare il piano, e gi a cinque anni aveva scritto la sua prima composizione, una melodia intitolata "Indian Galop". Le prime composizioni pianistiche di Prokofiev rivelarono una profonda comprensione delle forme musicali classiche con una capacit di inserire accenni di quelle innovazioni armoniche e ritmiche che caratterizzeranno pi tardi il suo stile. Nella primavera del 1906 Sergei e la madre si trasferirono a San Pietroburgo per permettere al giovane Prokofiev di frequentare il Conservatorio. Tenne il sua primo concerto pubblico il 18 dicembre 1908 a San Pietroburgo in una delle "Serate di Musica Contemporanea". Prokofiev continu a suonare alle "Serate
Sergej Prokof'ev (1891 - 1953)
Sergej Prokof'ev (1891 - 1953)
di Musica Contemporanea", ma anche a deludere i suoi insegnanti al Concervatorio, che gli assegnavano voti insufficienti in composizione, a differenza dei giudizi pi favorevoli dei suoi insegnanti di pianoforte. Il 7 agosto del 1912 a Sokolniki viene eseguito il suo primo concerto per pianoforte, aspramente criticato dal pubblico e nel 1912 il suo secondo concerto, alla prima eseguita a Pavlosk il 5 settembre, provoc una agitazione ancora maggiore. Nel 1913 si diploma al Conservatorio di San Pietroburgo. Erano gli anni in cui il compatriota Igor Stravinsky presentava i sui balletti L'uccello di fuoco, Petrouchka e La sagra della primavera. Nel 1918, ritornato a Pietrogrado (ex San Pietroburgo), rappresenta la sua prima sinfonia, composta direttamente sullo spartito, senza lausilio del pianoforte. A dicembre debutta a Chicago il suo primo concerto per pianoforte e, nel dicembre 1920 viene rappresentata la sua seconda opera, Amore per tre arance. Nell'autunno 1921 ritorna in America dove viene eseguito il suo terzo concerto per pianoforte. Nel settembre del 1923 si sposa con la soprano Lina Liubera (nome d'arte di Carolina Codina). Nel 1927 ritorna in patria per una tourne. La seconda sinfonia vede la luce nel 1928, la terza nel 1929. Vive a Parigi dal 1923 fino al 1933, per poi ritornare in URSS dove parteciper attivamente alla vita culturale del paese. Nel 1948 avvenne lepisodio che storicamente trova maggiore spazio nelle biografie del musicista russo: Prokofiev viene criticato per il suo formalismo, e costretto ad una umiliante autocritica. Tra le sue opere (oltre centotrenta) troviamo cantate, musiche sinfoniche, da camera, di scena, da film, balletti ed opere. Muore a Mosca, mai riabilitato dal regime, il 5 marzo 1953, stesso giorno della morte di Stalin. La salma di Prokofiev sepolta al cimitero Novodevichy di Mosca.
Lapprofondimento. La Sesta, Settima e Ottava Sonata di Prokofiev furono concepite come ciclo unitario, sul modello delle sonate op. 109, 110, 111 di Beethoven, o sul ciclo shubertiano che accorpa le sonate D958, 959 e 960. Tutte e tre le sonate furono iniziate nel 1939; La Sesta fu ultimata nel 1940, la Settima nel 1942, lOttava nel 1944. Il primo interprete storico della Sesta sonata, Sviatoslav Richter, raccontava di averla sentita per la prima volta in unesecuzione privata di Prokofiev in casa del musicologo Pavel Lamm, e di esserne rimasto talmente colpito da procurarsi una copia manoscritta del pezzo, non ancora edito, dove cominciare a studiarla.
Sviatoslav Richter
Sviatoslav Richter
Prokofiev ascolt una sua esecuzione pubblica successiva, senza essere stato avvertito dal pianista, e ne rimase favorevolmente impressionato, tanto da affidargli la Prima a Mosca nel 1941, dove ottenne un grande successo. Successivamente fu ripresa da Horovitz, cui Prokofiev aveva inviato una copia a stampa, alla Carnegie Hall, il 30 gennaio 1942. In Occidente, tuttavia, divenne popolare solo a partire dagli anni 60, grazie alle incisioni e esecuzioni europee di Sviatoslav Richter. Sergei Prokofiev Sonata n.6 op. 82 in La maggiore Allegro moderato Allegretto Tempo di valzer lentissimo Vivace Prima esecuzione: Mosca, 24 novembre 1940. Pianista, Sviatoslav Richter Pubblicazione: Mosca, 1941 Le tre sonate, scritte durante la guerra, sono dette comunemente appunto sonate di guerra. La Sesta, in particolare, offre un Primo e un Quarto movimento estremamente vivaci e contrastati, pervasi a detta di molti critici da unesplicita atmosfera guerresca. E importante tuttavia comprendere meglio il contesto biografico, prima che storico, in cui avvenne la composizione. Prokofiev era rientrato in Unione Sovietica nel 1933, trovandovi un paese profondamente diverso da quello lasciato nel 1918; si trovano eloquenti segni del suo stato danimo, nei confronti delle nuove aspettative del potere, in questi due passaggi di pugno dellautore, tratti da articoli pubblicati rispettivamente su Istvestia (1934), e sulla Pravda (1937): Quale musica si debba scrivere oggi questione molto importante per molti compositori sovietici. Ho molto riflettuto su questo problema negli ultimi due anni e credo che la seguente potrebbe essere la soluzione giusta. Quel che ci vuole soprattutto della grande musica, musica, cio, che tanto nella forma quanto nel contenuto risponda alla grandezza dellepoca... La musica in Unione Sovietica si indirizza a milioni di persone, prive o quasi di ogni contatto con essa; il compositore sovietico dovr sforzarsi di raggiungere questo grandioso uditorio... Nella mia produzione di questanno fruttuoso ho mirato alla chiarezza e alla melodiosit; ho evitato linganno per di ricorrere a motivi o melodie familiari. Questo ci che rende difficile una composizione chiara e diretta, la chiarezza deve suonare nuova, non vecchia... Si pu forse dire, in questo senso, che la musica della Sesta Sonata assume in rapporto al contesto di riferimento un carattere naturalmente patriottico, anche se meno esibito di composizioni coeve, come lOttava Sinfonia di Dimitri Shostakovich, laltro grande compositore russo del secolo scorso. Vale la pena citare, qui, linterpretazione di un grande pianista dei nostri giorni, Eugeny Kissin, che vede in questo pezzo la critica violenta al culto della personalit, con il leit motiv di di Stalin messo alla gogna nel finale dellultimo movimento. Si tratta di una lettura retroattiva un po forzata, comune a numerose reinterpretazioni della cultura sovietica operate dopo l89, dove per si rischia di perdere di vista la caratterizzazione precisa di un clima storico. Il primo tempo della Sonata costruito sullo schema classico della forma-sonata, con due temi fortemente contrastanti, affiancati da una cellula tematica secondaria di collegamento e una di conclusione. Lo sviluppo straordinariamente ampio, basato sul secondo tema, che a poco a poco perde liniziale caratterizzazione lirica per trasformarsi in vero e proprio urlo; il che a detta di molti rappresenta uno dei vertici insuperati della rappresentazione musicale del terrore nellambito della scrittura sonatistica, in ambito tonale. Il secondo tempo, in Mi maggiore, una breve marcia, dai caratteri fortemente originali, che sortisce leffetto di spazzare via le immagini di morte del primo movimento, introducendo un tono di sarcastica ironia cos caro a Prokofiev, tutto giocato sulleffetto di alcune modulazioni armoniche eccentriche rispetto allattrazione del Mi maggiore; ne escono alcune cadenze fortemente ritmate che si imprimono con forza nella sensibilit percettiva dellascoltatore. Il terzo tempo, un valzer in Do maggiore, intriso in un clima sognante assai suggestivo, che a molti suggerisce un effetto di reminiscenza, come di un passato felice, evocato ma non pi raggiungibile.
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Sonata n. 6: Finale (Piano: D. Kevushencko)
Il quarto tempo un ampio rond, che comincia in La minore e si conclude in La maggiore. Il contrasto dei due temi, qui, non tanto giocato sulla ritmica, o sui rapporti piano-forte, quanto sulleffetto di fluidit vorticosa del primo tema, con una diteggiatura spinta al massimo del virtuosismo, che va a incagliarsi, dopo un inciso tematico secondario e la conclusione secca sul La basso della seconda ottava, sul forte di una sequenza cromatica discendente, di tre note, che resta sospesa alla lunga pausa immediatamente successiva, prima di ripetersi uguale a s: il secondo tema. Una specie di sospensione inattesa, percussiva, prima dellultima sezione che, per la sua sonorit parossistica, e un effetto timbrico che richiama lo squillo ripetuto di trombe, richiama limmagine di una battaglia mortale. pagina a cura di Roberto Ranieri

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Eventi realizzati in: Teatro Toniolo