Teatro Toniolo Stagione di concerti 2002/2003

Sonorit da Requiem sui versi di Anna Achmatova

Mestre Teatro Toniolo
 
Boris Tishchenko
Boris Tishchenko
ANNULLATO Maddalena Crippa, voce recitante Orchestra di Padova e del Veneto diretta da Mario Brunello Programma Letture da "Requiem" di A. Achmatova B. Tishchenko, Requiem (su poesie di A. Achmatova) Biglietti Platea: interi 21,00 ridotti 18,00 Galleria: interi 18,00 ridotti 15,00 giovani 10,00
"LAchmatova uno di quei poeti che semplicemente avvengono, che sbarcano nel mondo con uno stile gi costruito ed una loro sensibilit unica. Arriv attrezzata di tutto punto e non somigli mai a nessuno." Cos Josif Brodskij a proposito di Anna Achmatova, una delle voci pi alte della poesia russa del Novecento. Nata il 23 giugno 1889 a Bolsj Fontan, un suburbio di Odessa, nel 1905 si trasferisce a Kiev, dove si iscrive alla facolt di legge; si sceglie come pseudonimo letterario il nome della bisnonna materna, Achmatova. La sua prima raccolta di versi, Sera, esce nel 1912. Nel 1914 il suo secondo libro, Rosario" ottiene una vastissima popolarit. Stormo Bianco, la sua terza raccolta esce nel '17, cui fa seguito, nel '21, Piantaggine e, a breve distanza, Anno Domini (1922). La poesia di Anna Achmatova risente profondamente del clima di ostilit riservatole dal regime sovietico, condizione del resto comune a numerosi intellettuali e artisti russi di quel periodo, tanto che fino al 1940 - anno di uscita della raccolta Da sei libri - non vengono pi stampate o ristampate le sue opere. La produzione letteraria della Achmatova conosce una lunga pausa a partire dal '25 fino alla fine degli anni '30, quando, alla vigilia dellapertura dei campi staliniani e delle deportazioni, si risveglia di colpo l'ispirazione poetica in una estrema funzione di resistenza esistenziale. Il 13 marzo del '38 infatti suo figlio viene arrestato e condannato a morte - condanna poi convertita in deoprtazione - a causa del cognome del padre, il poeta Nicolaij Gumilev, fucilato nel '21 con l'accusa di cospirazione monarchica. Anna si reca, come molte madri
Anna Achmatova ritratta da Petrov Vodkin nel '22
Anna Achmatova ritratta da Petrov Vodkin nel '22
russe, al carcere delle Croci tutti i giorni, per avere notizie di Lev. Da qui nasce il poemetto Requiem. Nel 1941 incontra la poetessa Marina Cvetaeva. Il poemetto Lungo tutta la Terra risale a questo periodo. Nel 1941 la Germania invade la Russia. La poetessa venne fatta parlare alla radio per riunire il popolo russo contro la minaccia hitleriana. Nel frattempo il nemico avanza; Anna viene evacuata, insieme con altri intellettuali, da Leningrado a Tasknt. Nel 1950, terrorizzata dal pensiero che il figlio potesse essere ucciso, scrive - su consiglio di amici - quindici liriche dedicate a Stalin. Lev fu risparmiato, e venne liberato tre anni dopo la morte del dittatore. Nel 1965 luniversit di Oxford le conferisce la laurea honoris causa. Le associazioni culturali russe la riabilitano come una dei massimi poeti sovietici del secolo e nel 1965 esce una nuova raccolta di poesie, La corsa del tempo. Muore a Domodedovo (Mosca), gi sofferente di cuore, il 5 maggio 1966.
"Requiem" di Anna Achmatova, scritto attorno agli anni '35 - '40, circola in forma manoscritta e acquisisce un'enorme popolarit sia nella Russia martoriata dalle purghe staliniane, che all'estero. Il poemetto rappresenta uno spietato atto di accusa contro la dittatura di Stalin, e testimonia il versante letterario di una lacerazione interiore comune a molti intellettuali russi di quegli anni. Ma la grandezza della poesia della Achmatova sta proprio nel metabolizzare il dolore del suo tempo in una scrittura cristallina, che rifrange e proietta ogni contingenza storica in un'epica senza tempo dell'umano sentire e resistere ad oltranza; come la stessa autrice sembra ribadire nella prefazione pi tarda all'opera edita, scritta nel '57: "Negli anni terribili della ezovscina (la persecuzione staliniana, dal nome del commissario del popolo, Nikolaj Ivanovic Ezov, ndr)ho passato diciassette mesi in fila davanti alle carceri di Leningrado. Una volta qualcuno mi riconobbe. Allora una donna dalle labbra livide che stava dietro di me e che, sicuramente, non aveva mai sentito il mio nome, si riscosse dal torpore che era caratteristico di noi tutti e mi domand in un orecchio (l tutti parlavano sussurrando): - Ma questo lei pu descriverlo? E io dissi: - Posso. Allora una sorta di sorriso scivol lungo quello che un tempo era stato il suo volto." Parole che, rivissute nelle contingenze dolorose dell'oggi, assumono un significato ancora pi emblematico, come i versi seguenti, tratti sempre da "Requiem": "E sul mio petto ancora vivo piomb la parola di pietra. Non fa nulla, vi ero pronta, in qualche modo ne verr a capo. Oggi ho da fare molte cose: occorre sino in fondo uccidere la memoria, occorre che lanima impietrisca, occorre imparare di nuovo a vivere. Se no... Oltre la finestra Lardente fremito dellestate, come una festa. Da tempo lo presentivo: un giorno radioso e la casa deserta". Estate 1939. Casa della Fontanka. Anna ACHMATOVA, Requiem / Versioni di Carlo Riccio // "Tempo presente", a.IX, N 1, gennaio 1964, p.3-9 [Prima traduzione assoluta mondiale - Ristampata in: "La Fiera letteraria", a.XIX, N 44 , 20.XII.1964, p.12] Boris Tishchenko ha composto il Requiem Opus 35 per soprano, tenore, e orchestra su versi di Anna Akhmatova nel 1966. Nato nel 1939 a Leningrado, Tishchenko un compositore piuttosto eclettico, profondamente influenzato nella sua maturazione artistica dal modello di Shostakovich, fino ad approdare negli anni '60 a nuove posizioni estetiche moderniste, avvicinandosi ad alcune tecniche compositive occidentali, come la dodecafonia. pagina a cura di Roberto Ranieri

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