Crosstown-Central ParkNew York City 1938-1995Fotografie di Helen Levitt e Bruce Davidson

 


Crosstown-Central Park raccoglie le fotografie di Helen Levitt e Bruce Davidson dedicate alla New York del quotidiano, della vita di strada, della gente semplice, autentica. È un racconto attraverso la città e nel cuore della città, fatto di momenti catturati e narrati dall'occhio disincantato dell'obbiettivo dei due autori. Quadri realizzati in un arco di tempo che va dal 1938 al 1995, e che colgono il divenire, ora contraddittorio, ora spietato, ora incantato di una città che, grazie anche al contributo di opere come la loro, è divenuta il centro dell'arte del XX secolo.

Helen Levitt - Crosstown
Helen Levitt - Crosstown


Se nelle classiche fotografie degli anni Quaranta in bianco e nero di New York Crosstown , l'obbiettivo di Helen Levitt fa emergere la vita di strada vista tra fantasia assoluta e viva realtà, in Central Park di Bruce Davidson, una serie di fotografie, fatte nel corso di quattro anni a partire dal 1990, ritraggono l’enorme parco urbano, cogliendo l’intima poeticità di spazio divenuto luogo ameno per molti newyorkesi.
La città è colta nel manifestarsi della sua più intima e autentica essenza: giochi di bambini, giochi di adulti in posa solo per l’occasione di un’immagine suggerita, regalata; momenti rubati alla vita quotidiana di gente semplice, di gente povera, di gente al lavoro, o durante una pausa ristoratrice, o ancora immersa nella quiete di un qualunque attimo di relax.
Bruce Davidson - Central Park
Bruce Davidson - Central Park





Questo il modo di guardare alla città dei due maestri della fotografia. Modi diversissimi e personalissimi di catturare il quotidiano, di rappresentare volti e raccontare storie, situazioni, esperienze di uomini, donne, bambini del passato e del presente di una città che è luogo d'incontro di culture diverse e centro di un certo modo di essere americani.



Crosstown. Attraversando la città
Helen Levitt - Crosstown
Helen Levitt - Crosstown


Il lavoro di Helen Levitt non è mai sentimentale, mai estetizzante. I suoi soggetti non vengono mai ridotti a puri oggetti per la sua arte. Questi restano vivi, benchè immortalati nell’istante rubato dall’obiettivo. Quantunque ogni cosa stia accadendo troppo velocemente e in modo troppo interessante, avvertiamo come le sue foto ci consolino per la perdita di ciò che costantemente sparisce e ci ricordano ciò che sta giungendo a prendere il loro posto. Ognuna di queste vivaci, briose e bellissime immagini rappresentano una vittoria e una celebrazione dell’inesorabile forza del cambiamento e del passaggio del tempo.

Dopo aver visto le fotografie di Helen Levitt, la strada e la città appaiono più interessanti. La sua abilità sta infatti nel catturare la istantanea comprensione dei suoi soggetti, ovvero il modo in cui essi esattamente si presentano, in cui esattamente sono.
Helen Levitt - Crosstown
Helen Levitt - Crosstown








Se i suoi soggetti appaiono teatrali è dunque perché lo sono la loro inconsapevole grazia, il modo di abitare i loro corpi, le loro facce, la loro pelle, il loro sé irriducibilmente complesso, insomma la ricchezza del loro modo di essere.






Bruce Davidson - Central Park
Bruce Davidson - Central Park

Central Park. Nel cuore della città

Più introspettivo, forse, il lavoro di Bruce Davidson, che rivela la magia di un luogo che solo l’abilità di questo artista ha saputo raccontare attraverso le proprie immagini.
La vera gloria di Central Park è l’effetto umanizzante dei suoi tranquilli prati e delle sue stradine appartate. Questo è il Central Park che Bruce Davidson vede: un luogo di poetici incontri, capace di offrire temporaneo rifugio ai senza casa, intimità agli amanti, spazi vitali alla caoticità del quotidiano.
Il suo occhio non comune e la sua macchina, strumenti della sua arte, focalizzano e mettono a nudo i segreti che il parco rivela ai suoi visitatori.
Bruce Davidson - Central Park
Bruce Davidson - Central Park

Attraverso le sue immagini, ecco il parco trasformarsi in un grande teatro di vita umana, animale, vegetale, un luogo in cui la natura e l’umanità interagiscono e in questo interagire vengono mutualmente trasformati.
E gli effetti di questo luogo sulla psiche umana si vedono nella faccia e nel corpo dei soggetti di Davidson, nei loro lineamenti e nelle loro pose che sembrano dire: “Qui in questo spazio siamo vivi. Qui la nostra solitudine è resa più sopportabile. Qui noi siamo più realmente noi stessi.”

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Le fotografie di Helen Levitt e Bruce Davidson sono state pubblicate in importanti cataloghi di collezioni di musei e di mostre, dal Museum of Modern Art, all'International Center of Photography. Helen Levitt ha inoltre esposto i suoi lavoi in una mostra organizzata nel 1991 al Metropolitan Museum di New York.





Le notizie sono tratte da:
Helen Levitt, Crosstown, Powerhouse, 2001
Bruce Davidson, Central Park, Aperture, 1995

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