Ex Novo Ensemble 2006

Ex Novo Ensemble

Venezia Teatro La Fenice
Martedì 31 Ottobre 2006 - 20:30
 
lirica
Katia Pellegrino

Il concerto sarà trasmesso in differita da Rai radio3

 

Ex Novo Ensemble
 
Katia Pellegrino, soprano
 
PROGRAMMA
 
György Kurtag (1926),  Hommage à R. Sch., op. 15d (1990), per clarinetto, viola e pianoforte
Henri Dutilleux (1916), Sonatine, per flauto e pianoforte
 
Dmitri Schostakowitch (1906-1975), Sette Romanze su poesie di Alexander Blok
per soprano, violino, violoncello e pianoforte, op. 127 (1967)
 
Hans Werner Henze (1926), Sonate für sechs Spieler (1988), per sei strumenti
 
INGRESSO LIBERO
 
Quattro anniversari per quattro importanti Autori.
Le numerose celebrazioni mondiali per il centenario della nascita di Dimitri Šostakoviè, riuscite ad emergere nel diluvio dei festeggiamenti per il 250° di Mozart, hanno dato la misura di quanto questo compositore russo-sovietico sia ormai universalmente considerato uno dei grandi del XX secolo, mentre sono definitivamente sullo sfondo le riserve di chi considerava la sua opera troppo condizionata dalla mancanza di libertà del regime staliniano e dunque troppo spesso inficiata da eccessi agiografici. Basterebbe il corpus imponente delle sue sinfonie e suoi dei quartetti per dare testimonianza invece di una inesauribile, originale creatività, di una capacità di rivitalizzazione delle forme antiche che non ha riscontri nel ‘900. Capolavori sono la sua Lady Macbeth del distretto di Mcensk, Il Naso e la sua musica da camera rivela gioielli a non finire, come queste Sette Romanze su poesie di Alexander Blok, ammiratopoeta dei primi anni del secolo, in Russia.
Henry Dutilleux non è eseguito in Italia quanto meriterebbe. Pure il musicista francese, quest’anno novantenne, ha scritto pagine meritevoli dell’attenzione di Rostropovic, Stern, dei quartetti Julliard e Parrenin, di un mecenate illuminato come Paul Sacher. Il suo modo di comporre, certo influenzato della sua grande ammirazione per Proust, consiste nel creare la percezione del tempo musicale facendo leva sulla memoria, su trasalimenti e premonizioni. Peculiare è anche la sua ricerca di estreme raffinatezze timbriche attraverso cangianti costruzioni armoniche. La Sonatine, per flauto e pianoforte, del 1943 appartiene alla sua fase creativa antecedente la Prima sinfonia, vero punto d’inizio della produzione più matura, e forse reca traccia della clarté dei Sei,  di Poulenc in particolare.
Hans Werner Henze compie ottant’anni,cinquanta dei quali trascorsi in Italia, nuova patria scelta non solo per comporre nella pace tranquilla dei castelli romani, ma luogo dove essere protagonista di avventure culturali di promozione della musica e dell’arte. Il Cantiere di Montepulciano, fucina di mille idee, è stata una sua creatura e con essa ha avuto modo di dimostrare il suo generoso interesse per i giovani. Pur essendo tra i più importanti autori di teatro musicale del dopoguerra e di dieci sinfonie, la sua produzione cameristica è cospicua e comprende formazioni tradizionali come il quartetto d’archi, ma anche raggruppamenti meno consueti come l’ensemble della Sonate für sechs Spieler (1984) (dedicata al regista Alain Resnais), in cui anche archi e fiati sono chiamati a suonare piccole percussioni.
Poche personalità possono riassumere,come quella di Gyorgy Kurtag, esperienze tanto disparate e tuttavia così fondamentali per la musica del secolo scorso. Spostatosi dalla Romania in cui era nato all’Ungheria, il suo orizzonte è stato dapprima quello bartokiano, conosciuto attraverso i discepoli Fårkas e Veress. Poi, a Parigi, con Messiaen e Milhaud, ma soprattutto Boulez, accosta le tecniche della scuola di Vienna. Resta infine affascinato da Stockhausen e dalle opere dell’amico Ligeti. Tuttavia, per l’icasticità, l’essenzialità e la parsimonia della sua scrittura vien da pensare soprattutto al modello weberniano, mitigato però da un tono sostanzialmente più amichevole e nel quale traspare talora intenzionalmente la cultura magiara. Hommage à R. Sch., è un tributo a Schumann autore di pezzi pianistici per l’infanzia, da parte del compositore di Jatekok (Giochi).
 
Katia Pellegrino, Soprano
 
Ha studiato violino e canto presso il Conservatorio di Venezia, in seguito ha frequentato l’Accademia Lirica mantovana tenuta da Katia Ricciarelli.
Vincitrice del Primo Premio Assoluto al XIII Concorso Internazionale I.A. Coradetti di Padova e finalista del V Concorso Internazionale Maria Callas indetto dalla RAI per celebrare l’anno verdiano ha iniziato un’intensa attività che l’ha vista protagonista nei maggiori teatri europei in Traviata, Luisa MIller, Norma, Il Trovatore, Otello, Madama Butterfly, Eugenio Onegin, Andrea Chenier, Ernani, La Battaglia di Legnano, collaborando con prestigiosi direttori d’orchestra tra cui: J. Acs, D. Renzetti, Kovacev, R. Chailly, G. Ferro, A. Lombard, R. Abbado.
Ha partecipato alla tournèe in Giappone con l’Orchestra del Teatro La Fenice di Venezia. Ha cantato nel Concerto del 53° PRIX ITALIA tenuto al Teatro di Reggio Emilia diretto da R.F. De Burgos trasmesso su RAITRE. Nel 2002 ha cantato Il Trovatore al Teatro Sao Carlos di Lisbona con la direzione del M° Daniele Callegari e la regia di P.L. Pizzi (tra gli interpreti S. Licitra e A. Agache). Nell’estate 2005 ha cantato Il Trovatore al Festspiele di Bregenz con la direzione di F. Luisi e la regia di R. Carsen, ha inoltre interpretato il ruolo di Giselda ne I Lombardi alla prima crociata al Teatro Comunale di Firenze diretta da R. Abbado. Nel 2006 ha cantato nel ruolo della protagonista l’opera Lauriane di Augusto Machado al Teatro Sao Carlos di Lisbona sotto la direzione di Donato Renzetti. È seguita una tournèe in Giappone con l’opera Norma col teatro Bellini di Catania, e nuovamente Il Trovatore al Festspiele di Bregenz.

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