Ex Novo Ensemble 2006

Bit sonori d'autore: la musica algoritmica


elettronica GRAME
Pierre Alain Jaffrenou, "guru" internazionale della musica algoritmica
In occasione degli incontri che l'Ex Novo Ensemble dedica annualmente alle frontiere più avanzate dell'orizzonte compositivo contemporaneo, non poteva mancare un'incursione significativa nei territori del serialismo informatico applicato al suono; territorio in cui lo sviluppo aleatorio dei rapporti fisico-matematici fra i suoni entra in contatto con i margini variabili di intenzionalità creativa dell'autore, chiamato a codificare alcune regole che preordinino, in senso più o meno stringente, l'evoluzione del percorso sonoro. 

La variabilità di tale contatto, da cui dipende ogni aspetto (auto)generativo dell'invenzione sonora,  trova nella musica algoritmica il suo paradigma attualmente più compiuto; emanazione naturale del rapporto sempre più stretto tra musica e informatica, che in questi anni sta dando vita a molteplici risultati, la musica algoritmica spazia in effetti dagli applicativi di sintesi dei suoni complessi, impossibili da riprodurre con strumenti acustici, alla generazione (semi)automatica della creazione musicale, con tutte le inferenze del caso sul piano estetico e filosofico.
Nei menu di molti programmi di composizione elettronica, i parametri musicali sono impostabili a monte dell'elaborazione dell'algoritmo
Quest’ultimo procedimento compositivo fu tentato per la prima volta da Lejaren Hiller e Leonard Isaacson negli Stati Uniti d’America, il cui lavoro del 1956 The Illiac Suite for String Quartet è riconosciuto come la prima composizione musicale generata da un computer.
 
 
La musica algoritmica è infatti ottenuta tramite software specifici (come SY.MU.S.,Lied, Mu.se.s., Pvocex manager, MorseConv, Csound.pl) che elaborano una serie musicale attraverso algoritmi.
Il programma genera materiale musicale in relazione ad alcune regole implementate nel sorgente, oltre che alle scelte compiute di volta in volta dal compositore, compreso il materiale usato come input iniziale
Si parte quindi dalla creazione di una serie musicale, e successivamente si passa alla fase di elaborazione della serie da parte del software.
Il risultato finale è legato alle impostazioni di condotta delle parti fornite al programma, e dall’algoritmo in esso implementato.
 
 
La procedura di elaborazione del materiale fornito è basata sul concetto di serie musicale. In questo ambito essa non è però intesa nella sua forma classica (vedi serialismo integrale) ma come una sequenza di dodici valori non necessariamente differenti fra loro. Nel caso delle serie di altezze e di durate (non tutti i parametri vengono trattati allo stesso modo) essa potrebbe essere definita come una cellula musicale, che nel corso dell’elaborazione da parte del programma, e secondo alcune scelte effettuate dal compositore, viene manipolata, e quindi trasformata in un’altra cellula musicale.
 
Alla base dei criteri di trasformazione delle serie in input vi è un insieme di regole logiche che determinano come e quali valori della serie modificare, e se e quali invece lasciare invariati. Nella procedura automatica di scrittura, per default, vengono inoltre impiegati alcuni procedimenti contrappuntistici, in modo autonomo dal programma. La serie viene quindi modificata nei suoi valori a seconda di determinate regole, ed infine ricombinata secondo una delle venti combinazioni implementate nel programma.
 
 
Per scaricare liberamente alcuni software dedicati alla composizione musicale:
 
http://www.luiginegrettilanner.com/software.htm

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