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editoriale

Mario Brunello e Andrea Lucchesini, dopo il successo del primo concerto, completano l'esecuzione integrale delle Sonate per violoncello e pianoforte di Ludwig van Beethoven, raccontando le ragioni di una interpretazione, i riferimenti biografici dell'autore, il personale rapporto con la musica del grande maestro di Bonn. Sarà “una vita raccontata da violoncello e pianoforte”. Giovedì 23 ottobre, nell'ambito della XXIX Stagione di Musica Sinfonica e da Camera di Mestre organizzata dal Comune di Venezia, Assessorato alle Attività Culturali, e dagli Amici della Musica di Mestre, verranno proposte le Sonate op. 69 in la maggiore, op. 102 in do maggiore n. 1 e op. 102 in re maggiore n. 2. Con questo programma Mario Brunello e Andrea Lucchesini, consolidando una collaborazione e una amicizia che dura da più di un ventennio, e si preparano a intraprendere una prossima tournée in Giappone. Il concerto rientra nel più ampio progetto intitolato “Beethoven come non lo avere mai sentito”, che comprende un terzo appuntamento il 12 marzo, in cui Guido Barbieri, celebre voce di RAI Radiotre, presenterà le irraggiungibili Variazioni Diabelli op. 120 di Beethoven, eseguite alternativamente da tre giovani pianisti in una interpretazione quasi “tridimensionale”. La stagione mestrina proseguirà il 3 novembre con uno degli appuntamenti più attesi. La Lithuanian Chamber Orchestra diretta dal violinista Sergej Krylov eseguirà una delle musiche da balletto più eseguite, la Carmen Fantasy di Bizet/Shchedrin.

Ricordiamo che gli abbonamenti, i miniabbonamenti a percorso e i biglietti per i singoli concerti sono già in vendita.

Ci permettiamo di rubare qualche istante della vostra attenzione. In collaborazione con l'Università Ca' Foscari, abbiamo messo a punto un questionario online al fine di conoscere meglio un certo modo di 'far proprio' lo spettacolo dal vivo, a Venezia, investigando più a fondo fra le abitudini di chi frequenta piazze e teatri, d'estate e d'inverno; e ci siamo soffermati su una forma di intrattenimento più sottotraccia, dalla natura apparentemente scontata e senza troppe sorprese. Ci siamo chiesti una cosa molto semplice, e cioè se far precedere i contenuti di un dato spettacolo da un incontro di "avvicinamento", in qualche sua forma possibile, sia sempre una buona idea; e se in teoria lo è, come parrebbe ovvio, ci interessava capire meglio quali sono le reali aspettative e le preferenze di quell'entità misteriosa e fluttuante, in larga parte resistente ai radar della sociologia e del marketing, che chiamiamo 'pubblico di uno spettacolo'. Se vorrete dedicare due minuti al rapido questionario online, per permetterci di raccogliere le vostre indicazioni sul tema (in forma assolutamente anonima), la cosa ci sarà di grande utilità...